Ospedale insegnaLamezia Terme, 26 novembre 2013 - "Dopo anni che ci battiamo per salvare dal declino la nostra sanità, sentirsi dire che il nostro scopo è quello di denigrarla e buttarle fango addosso ha, a dir poco, dell'incredibile”. E' quanto hanno dichiarato Nicolino Panedigrano e Riccardo Viola leader del Comitato Salviamo la Sanità del Lametino e de I Lametini 2.0 in risposta al comunicato dell'ufficio stampa dell'Asp firmato dal dottor, Andricciola.

“Se avessimo detto qualcosa che potesse aver offeso la professionalità dei pochi primari rimasti in Ospedale, dei medici e paramedici, saremmo pronti a chiedere scusa. Ci pare, però, che dai fatti emerga con evidenza ccome gli unici a dover chiedere scusa siano Mancuso e chi si ostina a tenerlo al suo posto. Il primo ad aver usato i dati Agenes è stato Mancuso nel 2012 per autocelebrare sul Sole 24 Ore, a spese dei cittadini, un dato positivo nella patologia “ictus”, che poi nell'anno 2012 è anche miseramente svanito. E il primo ad aver usato ora la tabella comparativa con i dati Agenas è sempre stato lui. Noi – hanno aggiunto Panedigrano e Viola - abbiamo solo aggiunto a quella tabella una comparazione con strutture della nostra provincia per dimostrare che, nonostante il Piano di rientro e la scarsità di risorse, c'è chi nelle immediate vicinanze sa fare molto meglio di lui. E allora, se i dati Agenas sono inattendibili, la colpa di averli usati e riusati più volte è tutta e sola di Mancuso. Noi in ogni nostro comunicato o intervista su ogni mass media abbiamo sempre riconosciuto la professionalità, l'impegno e l’abnegazione di Medici, Infermieri e Tecnici, ridotti ad un numero sempre più esiguo e sottoposti a turni a volte massacranti; manifestando però la consapevolezza che questa dedizione non basta più a fermare il costante degrado della nostra sanità, se non la liberiamo dal cappio rappresentato da chi la sta gestendo con il mandato esplicito di smantellarla. Il problema vero, poi, non è il fatto che di questi dati se ne sia parlato sulla stampa locale. Nell'era di Internet il guaio vero è che questi dati sono sul web. E tutti possono facilmente consultarli. Non basta quindi negarli. O Mancuso e Scopelliti chiedono all'Agenas di correggerli o, come si fa nelle regioni più serie della nostra, li utilizzano per correggere le gravi mancanze di mezzi, strutture ed uomini che li determinano. Cincischiare sulla validità o meno di qualche singolo dato è solo fare come gli struzzi, che nascondono la testa per non farsi vedere. Il Comitato e I Lametini 2.0 hanno quindi il merito - precisano Panedigrano e Viola - di aver suscitato almeno un minimo di dibattito su un problema spinoso e cruciale per i cittadini, mentre i nostri politici locali, regionali e nazionali sono in tutt’altre, e non tutte nobili, faccende affaccendati. C'è poi nel comunicato dell'ufficio stampa dell'Asp firmato dal dr. Andricciola – hanno concluso Penedigrano e Viola – un dato che sta lì come un cavolo a merenda. L'ambulatorio di Cardiologia, che peraltro non è stato aperto da Mancuso ma ben 2/3 anni prima della sua nomina a Direttore Generale e che è affidato ad un validissimo medico, non ha nulla a che vedere con i ricoveri e non può quindi aver proprio nulla a che vedere con il dato sulla mortalità a 30 giorni dal ricovero degli scompensati cardiaci. È stato messo lì con il solito ed unico scopo di distrarre l'attenzione dai problemi reali”.