Lamezia Terme, 22 settembre 2015 - Quando nell’estate del 2014 si verificò il decesso del compianto don Pasquale Luzzo, Unione Mediterranea - è scritto in una nota - fu il primo movimento attivo sul territorio a chiedere a mezzo stampa che si intitolasse a lui l’attuale piazza Garibaldi, luogo dei suoi insegnamenti per tanti giovani lametini.
Tale richiesta di re-intestazione dell’intera piazza era, ovviamente, condivisa da tutta la popolazione che ne ha conosciuto le doti umane e religiose. Per ovviare a difficoltà burocratiche, che in questi casi si frappongono come volgari macigni, ancora conservati, imposti da una nazione nata dal soggiogamento della volontà popolare, l’allora Sindaco Gianni Speranza intitolò a Don Pasquale Luzzo solo l’area interna, destinata a parco, della piazza Garibaldi, che infatti conserva ancora tale nome come intestazione. Qualche giorno fa il parco è di nuovo balzato all’onore della cronaca cittadina per la caduta di un pino a causa del maltempo, per fortuna senza arrecare danni a cose e persone. Poiché la mancata o carente cura del verde pubblico è una costante nella nostra città, il Circolo Territoriale “Federico II” di Unione Mediterranea invita la nuova amministrazione comunale ad istituire una squadra di giardinieri professionisti che svolgano il lavoro attualmente portato avanti da operai comuni o volontari di associazioni varie, con il compito di curare la manutenzione di piante e alberi presenti nei parchi pubblici urbani, a Lamezia sempre più numerosi. La costante cura del verde, sia esso attrezzato o meno, contribuirà, oltre che a ridurre il rischio di incidenti simili a quello occorso nel centro abitato di Sambiase, a riconfigurare gli spazi verdi cittadini, spesso biglietto da visita della città per turisti e/o visitatori, in vere e proprie aree verdi progettate ad arte, con conseguente messa a dimora di particolari essenze mediterranee e, in molti casi, di schermare obbrobri edilizi di cui Lamezia Terme è purtroppo ricca. Ulteriore opportunità che la città potrebbe cogliere sarebbe, inoltre, la possibilità di affidare a imprese specializzate del settore le stesse aree verdi in cambio di pubblicità (non invasiva, naturalmente, ma studiata di concerto in modo da armonizzarsi con l’area stessa), con il conseguente scopo di ridurre i costi per il Comune.