Tribunale Lamezia2Lamezia Terme, 22 ottobre 2015 - Una delegazione del Partito democratico, formata dagli avvocati che esercitano prioritariamente nell’ambito del Foro di Lamezia Terme, ha avuto un breve scambio di battute con il ministro della Giustizia in visita al Tribunale ed ha consegnato un documento. In particolare - è scritto in una nota di Gennarino Masi - gli avvocati hanno riaffermato la necessità di riaprire il carcere di Lamezia,  ristrutturato da pochissimo tempo; la presenza del carcere a Lamezia era di estrema importanza, non fosse altro perché impediva che detenuti di scarsa pericolosità sociale venissero a contatto con soggetti ad alta  capacità  criminale, come avviene, per esempio, nella struttura di Catanzaro.

Noi avvocati abbiamo, altresì, sottolineato come la  chiusura del carcere abbia avuto un impatto negativo sull’opinione pubblica che ha visto, in tale decisione, un ulteriore atto di arretramento dello Stato nell’impegno contro la delinquenza. Nel documento si è ribadita, infine, la condivisione  di trasferire il Provveditorato a Lamezia. Per quanto concerne le problematiche che interessano il Tribunale, è stato sottolineato soprattutto il lungo periodo di gravissime difficoltà, causate in particolar modo dalla presenza di pochissimi magistrati rispetto a quelli previsti in organico problema ulteriormente aggravato dal trasferimento di 4 magistrati di grande esperienza presso la Corte di Appello di Catanzaro e la Procura Generale di Reggio Calabria. Altro grave problema, indicato sul documento, che affligge il Tribunale di Lamezia è indubbiamente quello relativo alla breve permanenza dei magistrati. Nei mesi passati, infatti, nel settore civile vi è stato un numero di magistrati assolutamente insufficiente per coprire le esigenze di lavoro del Tribunale, tanto da compromettere seriamente i tempi di smaltimento delle procedure arretrate. Il problema delle carenze di organico è poi ulteriormente aggravato dal fatto che poiché molti magistrati sono donne, il loro periodo di permanenza è spesso interrotto da lunghi periodi di assenza, soprattutto per maternità; a nostro avviso non possono essere sostituite da magistrati onorari, in quanto spesso non sono abilitati a decidere particolari tipologie di controversie, pertanto, c’è bisogno di maggiore stabilità nella presenza dei magistrati. Ciò al fine di garantire continuità al lavoro ed impedire che periodi di carenza di organico rendano inutili gli sforzi di tutti gli operatori destinati a dare risposta alle richieste di giustizia della città e del comprensorio. Lo stesso problema si ravvisa anche nel settore penale che soffre per questa situazione di forte anomalia e di incapacità a garantire le notifiche, motivo di quotidiano rinvii e ritardi. Un altro delicato problema, portato all’attenzione del Ministro,  è quello relativo alla carenza di personale amministrativo che, nonostante l’accorpamento del personale degli uffici del Giudice di Pace del comprensorio, risulta drammaticamente insufficiente  a causa di diversi pensionamenti. La delegazione ha infine chiesto al ministro l’emanazione di provvedimenti concreti ed un intervento presso il Consiglio superiore della magistratura perché tenga, finalmente, conto delle reali necessità del Tribunale di Lamezia.