Lamezia Terme, 29 marzo 2015 - "Con l’istituzione dell’“Archivio storico comunale” si valorizza il patrimonio documentale che rappresenta la porta principale per guardare al nostro futuro: l’Archivio Storico è l’emblema di una buona politica culturale, simbolo del giano bifronte, che guarda e costruisce futuro senza smarrire, anzi valorizzando, il passato". Così, la consigliera comunale Teresa Benincasa.
"Non solo emergenze ma opportunità sono quelle che l’amministrazione che verrà dovrà affrontare. Sul piano delle politiche per l’istruzione e la Cultura, va segnalata un’immensa opportunità che i beni culturali possono significare. Tra questi il nuovo “Archivio Storico Comunale”, il patrimonio documentale che rappresenta la porta principale per guardare al nostro futuro; perché tra le carte e le cartelle oggi gettati alla rinfusa, ci sono le tracce che da fine ‘800, attraversando il Risorgimento, le emigrazioni e i conflitti mondiali ci consegnano gli animi dei tempi fino a quando la Città di Lamezia Terme prende forma, accendendo discussioni anche nei consigli comunali del tempo. Ci sono discorsi, penso per esempio al “Saluto di commiato ai consiglieri” datato 13/11/1968 sei mesi dopo una “Mozione di sfiducia dimissioni sindaco e giunta” del 15/7/1968 che offrono uno spaccato di realtà imperdibile se vogliamo comprendere e rafforzare la nostra identità ancora così fragile. Ci sono progetti di ricerca da promuovere tra i giovani e porte da aprire ai cittadini che abbiano voglia di cimentarsi nella storia locale per ricostruire le vicende politiche e amministrative, “atti alla mano”. L’archivio storico di un ente locale è un bene culturale, soggetto infatti alla vigilanza della Soprintendenza archivistica, con la quale il Comune deve promuovere adeguati progetti di riordino e di sistemazione, anche logistica, con archivisti esterni, favorendo in questo modo il lavoro qualificato di giovani motivati. Allo stato attuale, l’amministrazione risulta carente in questa direzione, sebbene va detto che nell’archivio corrente e nel deposito c’è personale diligente e scrupoloso che ha saputo colmare i vuoti lasciati da parte degli uffici preposti a dare indirizzi specifici sulla gestione del sistema documentale. Prova ne è il sopralluogo effettuato negli angusti locali del vecchio municipio di Sambiase, dove è difficile immaginare a chi possa essere venuta un’idea così insana come quella di accantonare in questo antro oscuro del materiale così importante. Nella proposta della Commissione l’idea è quella di istituire una sede che abbia le caratteristiche della Biblioteca quanto a fruibilità e servizi da garantire agli utenti, senza dover indossare le mascherine per respirare. Riuscire a concretizzare l’istituzione dell’Archivio Storico del Comune di Lamezia Terme dipenderà ora solo dal Consiglio Comunale; il processo spola tra gli uffici comunali ha impiegato 4 mesi ma alla fine la giunta ha deliberato l’importante proposta. Ai miei occhi, nel ruolo di presidente della Commissione Cultura, insieme all’impegno a favore del Museo Archeologico lametino, è la proposta che meglio racconta la mia idea di futuro per la politica culturale della Città, che come un giano bifronte deve guardare e costruire futuro senza smarrire, anzi valorizzando, il passato e il suo enorme patrimonio artistico e culturale, ancora oggi poco valorizzato. La questione della memoria storica, dell’identità e della tutela dei beni monumentali in questa città è cruciale; penso al successo della mia iniziativa pubblica sul soldato Giuseppe Mastroianni a cui è ispirato il monumento ai caduti di Nicastro, e alle altre iniziative in itinere collegate alle celebrazioni del Centenario di Dario Galli e della Grande Guerra. Capisco bene che in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, la cultura sembra una accessorio di cui poter fare a meno…ma considero vero esattamente il contrario: umiliare o disperdere la propria storia, talvolta lasciandola marcire negli sgabuzzini, ammassando documenti storici come riserva per roditori, non è degno di un paese civile. E’per questa semplicissima ragione che penso di avere fatto compiere un piccolo passo ma in avanti al nostro Comune, indicando l’obbligo di istituire l’Archivio Storico. Un passo che non sarebbe stato possibile senza il convergente contributo dei consiglieri Giovanni Tedesco, Aquila Villella, Giandomencio Crapis, Rosa Andricciola e Francesco Ruberto. Senza il supporto tecnico di un’esperta come Rosella Folino Gallo, archivista e docente lametina, e la serietà amministrativa del Segretario Generale Cesare Pelaia. In futuro, spero che ad avere il ruolo di guidare le politiche culturali, dopo l’assessore Francesco Cicione e Giusy Crimi, vi siano persone non solo diverse. Ma soprattutto siano orientate a valorizzare il bene comune congiuntamente ad un sindaco che deve essere capace di dare vita a progetti che coinvolgano i giovani ma senza prescindere dal principio del merito e della competenza, assicurando la pubblica concorrenza ed evitando di privilegiare raggruppamenti fotocopia che finiscono per gestire ogni spazio vitale…viziando il necessario ricircolo di energie nuove. L’archivio Storico andrà concepito e sviluppato come un nuovo servizio culturale, a disposizione di singoli cittadini, studenti e ricercatori, al fine di favorire la conoscenza e l’approfondimento sulla storia della comunità locale attraverso la consultazione di atti e documenti. Sarebbe auspicabile, una volta completata la fase del riordino della catalogazione, coinvolgere la popolazione e le istituzioni locali e territoriali nella ricerca di materiali e documenti sulla storia di Lamezia Terme".