Rifondazione comunista logoLamezia Terme, 2 novembre 2015 - Prosegue, anche a Lamezia, la campagna "I soldi ci sono!" lanciata da Rifondazione comunista su tutto il territorio nazionale. La campagna di informazione, dopo aver spiegato che il debito pubblico è servito a giustificare tagli, sacrifici e privatizzazioni mentre le risorse andrebbero prese da chi ce l’ha visto che le politiche liberiste non hanno fatto altro che trasferire enormi risorse nelle tasche dei ricchi e della finanza che le ha usate a fini speculativi, lancia l’allarme sulle politiche in materia sanitaria del governo Renzi.

Per Rifondazione comunista Il governo, per fare cassa, con la legge di stabilità non aggredisce l’evasione fiscale e la corruzione ma colpisce la sanità pubblica e con essa i cittadini più deboli, i pensionati, i malati cronici, i nuovi poveri. Si definanzia il fondo sanitario destinando alle regioni quattro miliardi in meno di quelli concordati con il patto per la salute. Si limitano con decreto ministeriale gli esami specialistici prescrivibili e quindi rimborsabili. Si tagliano i prezzi di tutti quei prodotti che servono alla diagnosi e alla cura senza mettere in rapporto il prezzo con la qualità del prodotto. Una politica quella di Renzi che spinge i cittadini verso il privato e che apre la strada all’ingresso nella redditizia partita sanitaria delle coperture assicurative private. Già oggi gli italiani pagano di tasca propria il 18% della loro spesa sanitaria, più di 500 euro l’anno pro-capite (i francesi il 7% e gli inglesi il 9%), mentre il 10% dei cittadini (dati Istat) non si cura più e i nostri anziani malati sono aumentati, in soli 10 anni, dal 55% al 63% e, nello stesso tempo, il 30% dei farmaci innovativi non arrivano sui banchi delle nostre farmacie. Aumentano le disuguaglianze da una regione all’altra per l’accesso alle prestazioni. Nelle regioni sottoposte ai piani di rientro, come la Calabria, rischiano di aumentare ulteriormente tickets e tasse (Irpef e Irap). Questa è la vera emergenza che il governo non affronta, altro che eliminazione della Tasi a tutti, anche a chi ha appartamenti di lusso. Tutto ciò significherà che il commissario Scura farà altri “regali ai calabresi dopo che, in sintonia con il governo Renzi, ha  già decretato ridimensionamento e tagli di posti letto e servizi. Avremo tickets più alti, tasse più alte, meno medici e infermieri negli ospedali, nessuna estensione delle cure domiciliari né abbattimenti delle liste d’attesa. Aumenteranno i ricoveri in barella, i ricoveri di chi ricorre all’ospedale perché non ha le risorse per curarsi a domicilio,  le code ai Pronto Soccorso, i contenziosi tra cittadini e operatori sanitari. Queste politiche penalizzeranno ulteriormente gli anziani malati, i soggetti non autosufficienti, i malati cronici, i più poveri. Chi può, anche qui in Calabria e a Lamezia, più di quanto già non succede, si rivolgerà sempre di più alla medicina privata. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” questo recita l’art. 32 della nostra Costituzione. Quella Costituzione che stanno smantellando anche con l’intento di demolire i diritti dei cittadini. Il servizio sanitario nazionale, quello calabrese e quello lametino, può essere risanato se si combatte al suo interno il sistema di corruzione e di privilegi governato dalla politica, se si aumentano i fondi per assicurare servizi efficienti dentro e fuori dagli ospedali, se si potenziano i servizi essenziali, le cure domiciliari, se a fronte di tutto questo si sblocca il turn-over per il personale e quindi si sostituisce il personale in uscita per pensionamento, se si combatte il precariato di medici e infermieri. E’ necessario difendere la sanità pubblica perché garantisce risultati di salute (l’Italia è fra le popolazioni con l’aspettativa di vita più elevata nel mondo), costi generali più bassi rispetto a paesi dove sono in vigore sistemi privatistici che negano il diritto alla salute a gran parte della popolazione. Va difesa la sanità pubblica e con essa la preziosa alleanza tra operatori e utenti, tra giovani e anziani, tra persone sane che vogliono difendere la loro salute e persone malate che hanno la necessità di curarsi.