Frane smottamento20Lamezia Terme, 3 novembre 2015 - "In passato Crotone, Soverato, Cerzeto, Vibo settimane fa Rossano e in questi giorni l’ennesima devastazione ambientale si è consumata in Calabria interessando lo Ionio reggino. Una devastazione causata dalla straordinaria forza del maltempo ma non per questo inevitabile. Una devastazione prevedibile, quella di questi giorni, in una regione dove l’interesse per il degrado ambientale e il dissesto del territorio si risveglia solo ed esclusivamente dopo le tragedie che portano morte, scempio e distruzione".

Così, una nota del Circolo "Argada" di Rifondazione comunista. "Eppure, il cambiamento climatico che porta con se fenomeni estremi, la fragilità e il degrado del nostro territorio dovrebbero segnare quotidianamente l’attenzione delle pubbliche amministrazioni. Di questa disattenzione non è esente Lamezia. Negli anni passati abbiamo tentato di porre l’attenzione su questo tema con esposti alla procura della Repubblica, interrogazioni parlamentari, regionali così come abbiamo spesso richiamato l’attenzione sulla necessità di una manutenzione costante di un territorio devastato negli anni dalla enorme diffusione dell’abusivismo edilizio. Sappiamo che è urgente nel nostro Paese, un Piano nazionale per il risanamento che passa attraverso lo smantellamento delle politiche, messe in campo anche dal governo Renzi, che privilegiano cementificazione e grandi e inutili opere a vantaggio delle grandi imprese. Sappiamo, però, che anche le amministrazioni locali possono e debbono contribuire con gli strumenti a disposizione all’osservanza di un rapporto più corretto tra uomo e territorio. Questo significa che non è più accettabile che la punibilità dei reati a danno dell’ambiente, che rappresenta una valida politica di prevenzione dei rischi idrogeologici, sia affidata alla buona volontà del singolo dipendente comunale in una città dove la Polizia Urbana e sottodimensionata nell’organico e non ha i mezzi sufficienti per un lavoro efficiente ed efficace. Questo significa istituire un servizio per la manutenzione e la pulizia costante delle strutture per le acque piovane (pozzetti, canali) e l’incremento degli stessi. Crediamo assolutamente necessario, inoltre, un piano di investimenti modulato solo ed esclusivamente alla salvaguardia del territorio ad iniziare dalla messa in sicurezza dei ponti sui nostri torrenti. Poco è cambiato da quando uno studio del CNR li definì inadeguati e in alcuni casi pericolosi. Lo studio evidenziava, tra l’altro, che "nessuno dei ponti esistenti ha superato la verifica relativa alla moderata e bassa probabilità di inondazione. Solo un ponte, posto lungo il torrente Piazza, ha superato la verifica relativa all'alta probabilità di inondazione...". Sempre lo stesso studio concludeva: "Tuttavia, i calcoli idraulici hanno dimostrato che attualmente anche eventi di piene caratterizzati da livelli di eccezionalità modesta, ovvero da tempo di ritorno maggiore o uguale a 20 anni, potrebbero mettere in crisi il reticolo idrografico in quasi tutte le sezioni critiche, causando esondazioni nell'abitato". Si tratta, dunque, - conclude la nota di Rinfondazione comunista - di attivare provvedimenti, strumenti e risorse finanziarie per costruire una politica di salvaguardia del territorio non solo di lungo periodo o straordinaria ma il più possibile legata alla prevenzione immediata di eventi e calamità del presente".