Lamezia Terme, 26 gennaio 2016 - "La prima reale implosione della nuova amministrazione, a soli sette mesi dal suo roboante insediamento, avviene su una vera e propria "questione di famiglia". Basta guardare alla sospensione di Forza Italia dalla maggioranza, ancor più per bocca del suo segretario cittadino, che di fronte alla gravità della vicenda sulla gestione della serata di Capodanno ha sentito il dovere di puntare i piedi".
Così, una nota del Circolo lametino di Sinistra e libertà. "La serata, come racconta il consigliere Gianturco, cioè non certo un esponente di una opposizione pregiudiziale e contro, si è svolta con più di una 'stranezza', la maggiore delle quali, e qui c’è il secondo elemento "familiare", cioè la strettissima parentela tra l'assessore Gullo e chi ha gestito in ultimo il service della serata, impresa che fa capo, a sentire lo stesso Gianturco (e non c'e motivo per dubitare delle sue fonti), al cognato della stessa (nonchè fratello del consigliere Cristiano). Come se tutto questo non bastasse, si aggiunge ora il recentissimo impiccio legato ai terreni venduti a privati dal Comune in prossimità del nuovo Palazzetto, fatto anche questo denso di discutibili aspetti "familiari"per l’amministrazione. Non è la prima volta che a causare grane a Mascaro è il gruppo politico Mtl con Salvini, rappresentato dal consigliere Cristiano e dalla sua cognata, assessore Gullo, ultimi i disagi e le proteste per i cibi della mensa scolastica. Ed è abbastanza esilarante vedere come, invece di spiegare e rispondere, il sindaco fanfaroneggi tronfio, affermando che non deve chiedere il permesso a nessuno, (certo, ci mancherebbe !) quando poi il permesso lo va a chiedere all’MTL, una formazione che ha raccolto 1075 voti e un solo consigliere (settima tra le nove che lo sostenevano). Il sindaco che non chiede il permesso, di fronte ad un problema reagisce come un bambino a cui hanno rubato l’orsacchiotto: spesso strilla, insolentisce chi lo critica, come ha fatto in una recente intervista televisiva, si mostra insofferente a qualsiasi appunto. Fuori dal perimetro lessicale forense, per giudicare qualcuno o qualcosa sembra non conoscere altre espressioni del tipo “fanno schifo”, “fa schifo” et similia. Caro sindaco, piuttosto che prendersela, come va facendo, con la città che, a suo dire, pensa a spettegolare (sic!) o a spargere veleni, si dia una calmata, non irrida chi La critica, risponda con argomenti e ragionevolezza, governi la città, abbia insomma il senso del ruolo che occupa, visto che è sindaco anche di chi non l'ha votata. La strada della rissa - conclude la nota di Sel - non è quella che serve a Lamezia che ha bisogno di idee e di progetti, non di urla scomposte. E poi ci consenta di darLe un consiglio: ogni tanto il permesso lo chieda, nel Suo interesse e alle persone giuste (non certo a noi), altrimenti poi Le succede di farsi sfiduciare in famiglia, o di farsi candidare nelle sue liste personaggi poi arrestati o finiti in indagini giudiziarie, o, ancora, di non accorgersi (?) nell'amministrare dei possibili conflitti d’interesse dei suoi assessori. E non è una bella cosa, sia per Lei, sia per la città che Lei è chiamato, ahinoi, a rappresentare".