Lamezia Terme, 8 febbraio 2016 - Riceviamo e pubblichiamo. A conclusione della fiera di San Biagio e della 45a edizione della Fieragricola, è doveroso condurre un'analisi in merito a questi eventi. Innanzitutto bisogna salutare con grande soddisfazione le migliaia di presenze inaspettate, frutto del grande lavoro del nuovo cda Vento-Pulice, registrate nei padiglioni fieristici che fanno il paio con una classica fiera tra le vie dell'ex comune di Sambiase che ha visto migliaia di lametini consolidare un tradizione decennale.
Elementi che ci spingono a discutere della rivitalizzazione della città. Sono anni che si parla dell'inesorabile e costante abbandono dei centri storici che attanaglia le città italiane. Pensiamo, quindi, certi della sensibilità dell'amministrazione Mascaro, che qualcosa in più bisognerebbe fare soprattutto dal punto di vista commerciale ma anche artistico-culturale. I cittadini dimostrano di voler vivere i propri quartieri ma soprattutto dimostrano di volerlo fare in occasione di eventi e appuntamenti di socializzazione. Ma ciò si può fare quando esistono le condizioni. Lamezia certamente ha la possibilità di scegliere location e strutture senza problemi. Il Museo archeologico, la biblioteca, il cinema, il teatro, il chiostro di San Domenico, potrebbero influire molto sulla ripresa economica e sulla rinascita culturale, ma la presenza di queste infrastrutture di pregio non stanno aiutando complessivamente la nostra città ad impadronirsi del proprio centro storico e degli spazi di aggregazione. Con rammarico riscontriamo che necessita un progetto organico al fine del raggiungimento di questo obiettivo mettendo in rete ciò che abbiamo.Per quanto ci riguarda avvieremo un dibattito aperto per poi chiedere un confronto con l'Amministrazione, Giunta e Sindaco, per cercare, insieme, di trovare soluzioni favorevoli. Anche dal punto di vista degli interventi culturali, auspichiamo una incentivazione di quelle Associazioni che attraverso iniziative di qualità aiutano l'economia cittadina. Il sindaco Mascaro sta tracciando la linea giusta, non bisogna assolutamente investire nella politica di accontentare tutti e tutto.I mercatini rionali, ad esempio, quando si trasferiscono nel centro cittadino lasciando le periferie nelle quali sono allocati, creano maggiori opportunità per tutte le tipologie merceologiche e i cittadini trovano più gusto a recarsi in centro per fare gli acquisti.Occorre una inversione di tendenza e quindi bisogna programmare una task force, anche attraverso la disponibilità gratuita di esperienze conclamate, per individuare progetti utili alla causa. Il commercio è stato inserito tra le principali azioni per la valorizzazione dei centri storici e si sta sviluppando un approccio in base al quale le attività commerciali non sono più considerate all'interno del loro specifico settore, ma fanno parte di un sistema di attività miste composto da altre tipologie della distribuzione: dall'artigianato alla ristorazione, dalla cultura allo spettacolo, per finire ai servizi turistici ricettivi. Dovendo accettare le sfide del mercato e le inevitabili evoluzioni economiche e sociali, pensiamo che diventi utile una prova finalizzata a spostare i mercatini rionali periferici nei centri cittadini al fine di verificare ipotetici benefici al sistema economico cittadino. I lametini dimostrano di gradire ancora, oltre la grande distribuzione, fiere e mercati perchè questa forma di commercio fa parte della nostra storia e tradizione.
Francesco Ruberto
Salvatore De Biase
Consiglieri comunali