Panedigrano Nicolino 1Lamezia Terme, 23 febbraio 2016 - Riceviamo e pubblichiamo. Mi spiace aver fatto smarrire a Luigi Muraca il suo aplomb inglese. Sinceramente non immaginavo che un cucciolotto di pura razza democristiana come lui prendesse ogni minima critica, seppur pungente, come un reato di lesa maestà (“Dio salvi la Regina”). Evidentemente lo stile dei veri democratici cristiani deve essersi definitivamente perso, perché di certo, per restare in loco, né don Mico Massimo, né Massimino Sdanganelli, sempre posati e sorridenti, avrebbero mai avuto una reazione così scomposta come la sua, per non parlare poi dell'on. Chiriano o dello scomparso avv. Magnavita.

Ho poi da dare a Luigi Muraca una pessima notizia. Prima di lui hanno usato l'argomento del mio seguito elettorale uguale a zero sia Salvatore De Biase, che Peppino Zaffina, altri due cavalli di razza democristiana della prima o della seconda ora. Ma, a parte che hanno tutti memoria corta e hanno dimenticato che negli anni novanta ho ben avuto il mio appeal elettorale tanto da rischiare di essere eletto senatore, è evidente che c'è sempre chi, a corto di argomenti e con “idealità” se così si può dire diverse dalle mie, non riesce nemmeno ad immaginare che qualcuno faccia politica non per mettersi a caccia di incarichi e clientes da cedere in dote al padrone di turno, ma solo per portare avanti le proprie idee e la sua visione della vita, costi quel che costi.
Procediamo, però, con ordine. Muraca con tono cattedratico mi invita a “ragionare, riflettere, avanzare proposte e confrontarmi” (se avesse respirato a fondo prima di imbestialirsi, magari anche lui avrebbe capito che è esattamente ciò che ho fatto). Subito dopo, però, mi imputa alla lettera: di parlare a sproposito e senza senso, di avere solo pulsioni aggressive e zero capacità di analisi e approfondimento (mi manca evidentemente il Sole 24 Ore), di non capire quello che leggo e di non avere interesse a ragionare pur di offendere gratuitamente. Allude a me come a uno sciocco e stolto. E finisce col dubitare dei miei attributi. Non c'è che dire. Meno male che lui indossa il loden inglese e io la rozza armatura di Gurdulù!
Sulla sostanza, invece, il Muraca tenta maldestramente di fare una mezza marcia indietro. Avrebbe rilasciato quell'intervista solo per auto-incensarsi, ricordando a noi comuni mortali che lui aveva visto giusto già 10 anni fa. Che sin da allora c'era bisogno del socio privato. Ma ora non più. Solo che non spiega a che pro ce lo venga a dire proprio ora dall'alto del suo scranno di capo del gruppo Lamezia Unita (il secondo per grandezza della maggioranza) e perché ha dottamente citato il recente studio del Sole 24 Ore per dimostrare come soltanto con l’avvento di soci privati le aziende pubbliche cosiddette multiutility riescano a sopravvivere (“Mistero della Chiesa”).
Per mio conto ignoravo (ma credo di essere in buona e grande compagnia) le sue tante e strenue battaglie contro i poteri forti e l'establishment industriale, ma lui provi a segnalarmi in quale parte del mio scritto lo avevo definito a servizio di quel Capitano Coraggioso che lui, dieci anni fa od ora poco importa, avrebbe voluto nella Multiservizi.
Per il resto Muraca non smentisce che lui sia un dotto, anzi fa sfoggio di letture di Italo Calvino, dei cui personaggi ricorda solo i nomi e nient'affatto i caratteri. Non nega di essere ex berlusconiano. Né nega che la crisi della Multiservizi sia provocata dai debiti del Comune. Non smentisce che l'imprenditore locale del depuratore sia in crisi per analoghi motivi. Non nega che l'amministrazione comunale da lui sostenuta non abbia dato alcun segno di svolta. Né nega che una Multiservizi gestita da un privato non avrebbe rinunciato al profitto derivante da una terza e devastante discarica per tutelare ambiente e vigneti pregiati dagli inquinamenti esterni.
Infine, il caro Luigi Muraca vada a rileggersi Il cavaliere inesistente. Il personaggio di Gurdulù è un trasformista nell’anima. E io credo di poter rivendicare che tutto possa dirsi di me, meno che io sia un trasformista che va saltando da partito a partito per sistemarsi meglio. Quanto invece all'armatura del Cavaliere Inesistente, le preferisco quella di Don Chisciotte (a casa ho finanche una sua statua e una sua bella incisione), perché è un personaggio che combatte battaglie in cui crede senza badare minimamente ai giudizi dei trasformisti di turno.

Nicolino Panedigrano
AMOLAMEZIA