Lamezia Terme, 15 marzo 2016 - Ancora misteri che durano da 24 anni intorno alla vicenda complessa e tragica del duplice omicidio del sovrintendente di polizia, Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, avvenuto il 4 gennaio del 1992. Venerdì scorso si è svolto a Roma l'ennesimo processo a carico di Rosetta Cerminara, l'ex eroina condannata per calunnia e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Un processo intentato da Giuseppe Rizzardi che insieme a Renato Molinaro fu accusato dalla Cerminara di essere l'autore del duplice omicido. Entrambi poi furono assolti. Il processo intentato da Rizzardi, difeso dal noto penalista, Armando Veneto, è contro il ministero dell'Interno per ottenere il risarcimento dei danni causati dalla gestione della testimone di giustizia. Nell'udienza romana dello scorso 11 marzo, ha dichiarato l'avvocato Veneto, "dopo decine di intimidazioni a comparire andate a vuoto siamo riusciti a far comparire la Cerminara davanti al giudice incaricato di raccogliere la sua deposizione nel processo intentato da Rizzardi contro il ministero dell'Interno. La Cerminara si è presentata scortata da due ispettori di polizia, nascosta dietro occhiali scuri, zuccotto sul capo e sciarpa a nascondere ciò che rimaneva da vedere del suo viso, ha risposto alle domande ed ha ripetuto la sua versione. Non ha inteso rivelare dove abita. E sulla sua identità, visto che ha dichiarato che non è munita di documenti, hanno testimoniato i poliziotti che l'avevano accompagnata dalla località protetta dove abita a Roma. Sarebbe interessante sapere chi Cerminara protegge con il suo silenzio per capire la ragione per la quale lo Stato italiano protegge, con il denaro del contribuente, una conclamata teste falsa che con le sue false accuse ha truffato il suo protettore. Rimane irrisolto - ha stigmatizzato Veneto - uno dei misteri più tenebrosi della storia del potere in Italia. Malgrado l'accertata falsità delle dichiarazioni fornite, l'ex testimone di giustizia Rosetta Cerminara continua ad essere protetta dallo Stato". Veneto, da noi sollecitato, ha altresì affermato che, per quanto attiene alla vicenda in generale, ci sono stati tanti lati oscuri. "Un lato oscuro per esempio è costituito dalla inspiegabile sottrazione di verbali che certamente un commerciante e le sue lavoranti avevano firmato per dire che la Cerminara al momento dell’omicidio si trovava da loro, e non era quindi in via dei Campioni; così come un altro lato oscuro è rimasto quello di un giovane che ha rischiato l’esaurimento nervoso e forse qualche turba ancora peggiore, stressato come fu stressato dalla vicenda. Questo giovane era stato assunto dalla Cerminara come teste di riferimento perché dicesse che era con lei al momento nel quale si consumava l’agguato e quindi avrebbe dovuto testimoniare che effettivamente la Cerminara era in via dei Campioni. Ma tutto questo risultò falso; risultò che il giovane era vessato da uomini dello Stato che lo avevano messo nelle condizioni di accettare di far da spalla alla Cerminara. Ecco questi sono lati oscuri. Adesso il problema è: sono stati volutamente trascurati per nascondere altre responsabilità? O sono soltanto il frutto di negligenze? Questo non compete a me dirlo, dovrebbe competere ad uno Stato a cui sono stati truffati un miliardo e seicento milioni di lire…". La Cerimana nel marzo del 2007 fu condanata dalla Cassazione a 2 anni e 2 mesi di reclusione, per calunnia e truffa aggravata ai danni dello Stato.