Lamezia Terme, 31 marzo 2016 - Riceviamo e pubbichiamo una lettera del sindaco di Lamezia, inviata al presidente della Giunta regione, del Consiglio regionale della commissione Sanità e a tutti i consiglieri regionali.
"Lo scadimento delle prestazioni sanitarie e ospedaliere nell'area lametina ha come principale causa la mancanza di un progetto specifico che avrebbe dovuto tener conto della disponibilità di una invidiabile struttura ospedaliera, che è a norma, di recente costruzione e pronta per essere utilizzata, nonché della sua baricentricità e della sua unicità per quanto concerne la facilita di collegamenti stradali, ferroviari ed aerei. Si sono così, peraltro, trascurate le peculiarità del territorio dell'area Catanzaro-Lamezia o area dell'istmo, area baricentrica centrale della regione, che da anni viene proposta da tutte le Istituzioni come motrice di uno sviluppo complessivo e coordinato tra gli ambiti gravitazionali delle due città. E si è, invece, ritenuto di poter utilizzare il lametino come bacino d'utenza delle ridondanti offerte sanitarie del capoluogo, intasando quelle strutture e desertificando la nostra, con danni per entrambe e, soprattutto, per gli utenti. Il significato della presente richiesta proveniente dalla città per una sanità migliore, è culminata con la raccolta di oltre 20.000 firme sotto una chiara petizione e con la possente manifestazione di sabato 19 marzo, è, prima di tutto, che Lamezia e il lametino abbiano la giusta considerazione per le necessità sanitarie della terza città della Calabria e, perciò, abbiano disponibili in loco specialità, strumentazioni e personale per garantire un'assistenza sanitaria ospedaliera adeguata e integrata dalla presenza di reparti e funzioni di eccellenza, uniche nell’area. La città chiede che la volontà ripetutamente manifestata da tutte le istituzioni di rafforzare l’area Catanzaro-Lamezia cominci a tradursi in una programmazione ospedaliera che integri le due realtà e non le separi, varando una gestione sanitaria integrata tra i presidi ospedalieri di Catanzaro e di Lamezia Terme. Un tale progetto, finora mancato, dovrebbe tradursi in impegno a riequilibrare le risorse, attribuite a questo territorio provinciale per circa il 20% in più della media regionale, eliminando le strutture doppie e triple per completare l'offerta con specialità e funzioni tuttora mancanti. Contrariamente a quanto fatto dal commissario ad Acta con il suo Decreto 30/2016 è necessario che la programmazione sanitaria sia parametrata sui bacini d'utenza, la cui individuazione spetta alla Regione, e venga affidata alle Commissioni Tecniche previste dal decreto n. 912015. La Commissione Tecnica per le Reti ospedaliere Tempo-dipendenti potrà così valutare, riguardo alla Rete Politrauma, la possibilità di attuazione del polo traumatologico regionale nell’ospedale di Lamezia Terme, già previsto ed approvato negli ultimi due piani sanitari regionali. La Rete politrauma prevista dai decreti dell'attuale commissario è, infatti, gravemente inadeguata, perché mancante dell'individuazione della struttura centrale di alta specializzazione (addirittura prevista fuori Regione), ragion per cui la Calabria è l'unica Regione al momento a non aver una Rete Politrauma funzionante. L’attivazione di una simile funzione troverebbe nel nostro ospedale anche la fase della riabilitazione e si potrebbe integrare con le attività del Centro protesi INAIL, creando così un completo polo di assistenza al politrauma, per come previsto nei piani sanitari regionali. L'incompletezza della rete Politrauma prevista nei decreti del commissario è conseguenza della sua assurda decisione di escludere il presidio ospedaliero di Lamezia Terme, che è l'unico utilizzabile a tal fine, perché è baricentrico, ha una struttura adeguata allo scopo, ha tuttora a sua disposizione un finanziamento di 1.3,5 milioni di euro stanziati allo scopo. L'apposita Commissione Tecnica potrà anche valutare come rapportare i due reparti di neurochirurgia presenti in Catanzaro con il presidio di Lamezia Terme nell'ottica del progetto di integrazione. La Commissione Tecnica per il Servizio trasfusionale potrà, invece, valutare quanto la baricentricità e la disponibilità delle vie di collegamento siano utili e indispensabili anche per la prevista nuova istituzione di una sede unica regionale per le attività di lavorazione delle unità di sangue e di esecuzione delle indagini di laboratorio indispensabili prima della trasfusione. La sede di Lamezia Terme, infatti, realmente baricentrica in una Regione che si allunga per oltre 300 chilometri, consente minori tempi per i numerosi e giornalieri collegamenti che si tradurranno in contenimento dei tempi per le attività e in rilevanti risparmi nell'utilizzo di mezzi e personale, ampliando le possibilità di accesso dalle vie principali e secondarie. Per tale funzione la sede di Lamezia Terme ha anche, e nell'immediato, disponibili locali sia nello stesso ospedale, sia in strutture sanitarie esterne.Potrà poi, valutarsi la giusta ed equa distribuzione di ulteriori eccellenze sul territorio.Non tener conto di quanto espresso in questi brevi note certificherà la manifesta intenzione di mortificare ulteriormente il territorio lametino che non potrà, però, ulteriormente sopportare ingiustificati soprusi nel campo della Sanità”.
Paolo Mascaro
Sindaco di Lamezia Terme