Lamezia Terme, 18 aprile 2016 - Continua la mistificazione del signor Matteo Renzi circa il carattere e il risultato del referendum. Il capo del governo prima ha ripetutamente affermato che con la vittoria del SI al referendum metteva si mettevano a rischio 11 mila posti di lavoro e per sviare l'attenzione degli elettori dalla sostanza del referendum ha fatto propaganda per l'astensione.
A risultato acquisito ha sostenuto che a vincere sono stati gli operai impiegati sulle piattaforme estrattive. Una grande mistificazione. In effetti hanno vinto i petrolieri ai quali Renzi e il suo governo hanno fatto grandi regali. Continueranno a pompare petrolio e gas al di sotto della quantità minima stabilita per ottenere l'esenzione fiscale; possono interrompere e riprendere a piacimento l'attività estrattiva tanto la concessione è senza scadenza; possono abbandonare i "mostri" rappresentati dalle piattaforme arrugginite senza demolirle a loro spese (da 20 a 25 milioni a piattaforma ) tanto possono sempre sostenere che riprenderanno l'estrazione di carburante perchè il giacimento non è ancora esaurito. Renzi dice che ha fatto ha fatto bene a predicare l'astensione, preoccupato dei posti di lavoro che si sarebbero persi. Non si è preoccupato però, ne mostra di preoccupars,i di quelli che si sono già pesi nei due anni di suo governo, grazie alla sua politica di drastica riduzione degli incentivi a favore dello sfruttamento delle fonti energetiche alternative rinnovabili e pulite (eolico, solare, ecc.). Ho letto i commenti ai risultati del referendum e devo confessare che anche questa volta le dichiarazioni del sig. Ernesto Carbone, deputato Pd, ahinoi, mi hanno fatto tanto divertire. Molto più ella satira di Crozza. Ieri ha ritenuto di offendere e dileggiare quanti, cioè gli elettori, hanno preferito andare a votare piuttosto che aderire all'invito del suo capo, cioè Renzi, di disertare le urne, apostrofandoli con un "caione". A proposito di "ciaone" mi è vento in mente un vecchio detto calabrese applicabile in questo caso: siamo in presenza del "bue che chiama cornuto l'asino". Il signor Carbone, quando dichiara, sospendesse il "lecchinaggio" ci guadagnerebbe di più e, come Crozza, forse stimolerebbe la riflessione piuttosto che le risate.