Fondazione Terina ingresso1Lamezia Terme, 2 maggio 2016 - I lavoratori della Fondazione Terina, a conclusione dell’assemblea tenutasi in data odierna, hanno deciso "a maggioranza di annunciare con il sostegno operativo delle organizzazioni sindacali, la prossima attuazione di uno stato di agitazione, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla gravissima situazione in cui  versa l’unico ente di ricerca della Regione Calabria.

La Fondazione Terina - prosegue la nota - è stata  abbandonata e se stessa e posta  completamente fuori da ogni politica di sviluppo e di rilancio, nonostante le promesse d’impegno giunte dall’esecutivo. I suoi 40 lavoratori versano in una condizione di disagio grave, non più sopportabile in un consorzio di civiltà: 5 mensilità arretrate e l’incertezza più totale davanti. Tuttavia, l’attenzione che il governo regionale sta riservando alla Fondazione Terina non è mai stata così bassa. Terina è un paradosso inaccettabile. L’esecutivo avrebbe dovuto applicare infatti  la legge di riforma 24/2013 che riguarda l’ente, ma continua a non farlo per ragioni che, dopo tre anni, appaiono oscure e inspiegabili. Le uniche riforme cui stiamo assistendo sono,invece,  i numerosi cambi al vertice dell’amministrazione. Troppo poco. E infatti la Fondazione sta andando a picco nonostante la presenza di un’eccellenza tecnologica nel campo della ricerca  agroalimentare  che lo stesso presidente Oliverio ha pubblicamente lodato un mese fa in una pubblica conferenza a Lamezia. I lavoratori hanno avuto in tutti questi mesi un atteggiamento responsabile e fiducioso , sperando che qualcosa cambiasse, sperando che vi fosse un incontro,uno, tra il Commissario Loiero e il presidente della Giunta, invece niente. Evidentemente però , ancora una volta, le istituzioni regionali hanno scambiato il silenzio speranzoso con l’acquiescenza. Ora però non è piu’ possibile rimanere muti. Nel rispetto delle regole , attueremo una forma di agitazione che, questa volta, andrà avanti fino all’emanazione dei provvedimenti attuattivi della  legge che riforma Terina e che la giunta si ostina da 3 anni a non voler considerare. Auspichiamo altresì - conclude la nota dei lavoratori - che le risorse che dovrebbe erogare la Regione Calabria siano interamente utilizzate per il pagamento delle spettanze stipendiali fin qui maturate, ben 5 stipendi".

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Luigi Muraca: la Regione brancola nel buio


Ci risiamo. I lavoratori della Fondazione Terina sono in agitazione per il mancato rilancio dell’Ente, per somme stipendiali da riscuotere e per altri motivi di insoddisfazione legati ad un atteggiamento dilatorio della Regione Calabria sempre più inammissibile. La Fondazione è un asset importante del territorio lametino, tanto è vero che il 03/11/2015 fu convocato un Consiglio Comunale con un unico punto all’ordine del giorno, appunto la problematica inerente i lavoratori della Fondazione Terina. Ci fu una discussione vivace e proficua, alla quale parteciparono tutte le parti in causa, ivi compresi i lavoratori, le sigle sindacali ed il Commissario allora in carica. Fu approvato all’unanimità un Ordine del giorno con cui si impegnava la Regione a concentrare nella Fondazione le attività di ricerca, ad estenderne le ricadute nel settore produttivo agroalimentare, al fine di poter generare, nel cuore della Calabria, un fondamentale aiuto a tutto il comparto agricolo. Obiettivi concreti, non astratte soluzioni salvifiche, da conseguire attraverso l’applicazione della Legge regionale n.24/2013, rispetto alla quale la Regione Calabria brancola dubbiosa, praticando un’inaccettabile politica del rinvio che sino ad oggi non ha portato alcun risultato. Il Presidente della Regione è stato eletto per compiere scelte intelligibili, chiare ed allora, finalmente, ci spieghi a cosa o a chi è ascrivibile la mancata attuazione della Legge n.24/2013 che, nel caso della Fondazione Terina, prevede, oltre al rilancio della ricerca, la dislocazione di una parte dei dipendenti in altri enti regionali. Sono passati 3 anni, la Legge resta inattuata e, siccome la Regione non ne ha ipotizzato la modifica, circostanza peraltro agevolmente realizzabile vista l’ampia maggioranza di cui gode Oliverio, dobbiamo ritenerla perfettamente applicabile. Sembra, invero, che manchi un progetto di lungo respiro per il rilancio degli enti regionali e che si continui a governare la Calabria con il tamponamento affannoso e quotidiano delle sole emergenze ed, anche in questa limitata attività, sovente con risultati insufficienti, come nel caso di specie in ragione del mancato pagamento delle spettanze arretrate ai lavoratori della Fondazione. La mancata attuazione della Legge n.24/2013 sta penalizzando anche il Consorzio Industriale lametino, che doveva confluire nel CORAP, il Consorzio Regionale delle Attività produttive, da 3 anni previsto nella norma ed esistente solo sulla carta. Un vero e proprio vulnus al territorio lametino, ai suoi enti di sviluppo nel settore agricolo ed industriale, che impone di esprimere la nostra insoddisfazione perché non ci vogliono eroi per applicare una legge o, se del caso, per modificarla e rilanciare la Calabria.

Luigi Muraca
Capogruppo di Lamezia Unita