Lamezia Terme, 9 giugno 2016 - Si è svolta in serata l'annunciata manifestazione in difesa dell'ospedale di Lamezia Terme. All'interno del teatro comunale Grandinetti non più di trecento persone. Tuttavia, l'iniziativa è servita a tenere desta l'attenzione sull'importanza della struttura sanitaria della Piana lametina, soprattutto in relazione a quanto previsto dal Decreto 30 del commissario straordinario Scura.
Ai tagli, alla mancata nomina di primari e alla marginalità della struttura. Presenti molti sindaci, il primo cittadino di Lamezia, Paolo Mascaro, il deputato Sebastiano Barbanti, Baldo Esposito, il Dg dell'Asp, Giuseppe Perri e tutti gli esponenti del coordinamento 19 marzo che ha organizzato la manifestazione. Fra gli interventi da segnalare quello di Franceasco Grandinetti che ha lanciato un severo j'accuse contro "i rappresentanti politici che occupano posti di rilievo da Galati alla Lo Moro". Quest'ultima, ha ricordato Grandinetti, "responsabile della soppressione dell'Asl. "Mantenere l'ospedale non è una questione di campanile. Difendere l'ospedale di Lamezia è importante per tutta la Calabria". Nicolino Panedigrano ha rimarcato la posizione centrale di Lamezia, "utile per tutta la regione. Da qui l'esigenza della realizzazione del Trauma center e del Centro protesi Inail". Due strutture richiamati da molti e indicati quali elementi di complementarietà con il presidio ospedaliero. Segnali incoraggianti sono arrivati dall'intervento del Direttore generale, Perri che ha chiaramente detto: l'ospedale di Lamezia non chiude! Da quando mi sono insediato ho trovato disservizi organizzativi, ma anche tante eccelenze; di certo questo ospedale non chiude. Lamezia ha bisogno di un ospedale con primari nuovi e nuove professionalità. Lamezia ha pazienti che vengono da Vibo, da Amantea. Ha reparti all'avanguardia. Ci saranno 120 assunzioni, almeno 100 di queste devono essere fatte". Baldo Esposito ha puntato il suo intervento sull'importanza del territorio lametino ma anche di quello catanzarese. "Sarò sempre qui se ci sarà bisogno di me, ma non possiamo non dire i danni causati dal lungo periodo di commissariamento della sanità che invece deve ritornare alla politica la quale deve assumersi le proprie responsabilità". Fra gli altri interventi quelli del sindaco di San Pietro a Maida, Pietro Putame, dei cosiglieri comunali lametini Mimmo Gianturcio e Salvatore De Biase, di Sebastiano Sofri. Infine ha chiuso il sindaco Mascaro che ha ribadito la necessità di intraprendere iniziative importanti, in relazione soprattutto a come verranno spesi 20mln di euro per la sanità del Lametino, previsi nel Patto per lo sviluppo. Mascaro ha ringraziato il Coordinamento 19 marzo e non ha esitato a lanciare strali contro i politici assenti. "La presenza di tanti sottolinea l'assenza di pochi. Poteva esserci qualcuno che gode dei biglietti aerei gratis, ma non c'è. Qualche risultato la battaglia che stiamo portando avanti lo sta ottenendo ma dobbiamo per forza appellarci a chi sta nei piani alti". Quindi ha invitato Barbanti, unico deputato presente, a rivolgersi ai capi del suo partito, da Oliverio e Renzi. Ribadendo la necessità della nascita del Trauma center e del Centro protesi Inail.