Lamezia panoramica100Lamezia Terme, 2 ottobe 2016 - “Accogliere il Creato come un dono”. Suor Chiara Francesca Lacchini a S. Antonio per i festeggiamenti di S. Francesco d'Assisi. Domani celebrazione del transito. Accogliere il creato come un dono, impegnarsi a custodire la casa comune, guardare a tutte creature con lo sguardo di amore di Francesco di Assisi.

Sono state queste le sollecitazioni di Madre Chiara Francesca Lacchini, badessa del monastero delle Clarisse Cappuccine di Fabriano, intervenuta ieri al Santuario di S. Antonio di Padova di Lamezia Terme nell'ambitod dei festeggiamenti in onore di S. Francesco d'Assisi.Dal Cantico delle Creature di San Francesco all'enciclica “Laudato si'” di Papa Francesco, Madre Chiara ha parlato della relazione d'amore dell'uomo con le creature “che non si regge solo su sentimenti umani, ma sull'amore di Dio. Francesco amava le Creature perché vedeva in esse il riflesso della Bellezza e della grandezza del Creatore. Così il credente, contemplando le creature, si accorge che esse portano significazione del Creatore, ci dimostrano chi è il nostro Dio e come ci ama Dio”. Un linguaggio d'amore universale, quello di Francesco d'Assisi, che continua ad attirare tanti credenti che, nella vita religiosa o secolare, scelgono di seguire le sue orme, e suscita ammirazione in tanti uomini di altre fedenti e non credenti. Questo perché – ha spiegato la Lacchini - “Francesco parlava il linguaggio universale dell'amore e in quel “Laudato si'..” con cui dà inizio alla lode universale delle creature egli parla di un unico legame che lega lui a Dio e attraverso Dio lo lega a tutte le creature”. Il messaggio francescano – ha aggiunto - “ci riporta al compito che Dio ha affidato all'alba della creazione all'uomo: custodire la casa comune. Qui c'è tutto il potere e il limite dell'uomo rispetto al Creato. L'uomo può intervenire sulla natura e tentare di modificarla, ma entro un certo limite. Non deve ritenersi padrone assoluto, né tentare di cambiare le dinamiche intrinseche della natura, ma accogliere tutta la creazione come un Dono ed essere consapevole che è Dio che regge i fili di tutto”.Servire è la parola chiave, per la clarissa cappuccina, per capire come relazionarci con la natura: “così' come l'uomo riesce ad essere pienamente se stesso solo quando serve il fratello, così il rapporto con sora nostra madre terra dev'essere un rapporto di servizio, nell'amore. Francesco ci ricorda che siamo tutti cittadini della creazione, tutti chiamati a un rapporto di fratellanza con gli altri uomini e tutte le creature”.I festeggiamenti in onore del Santo di Assisi al Santuario di S. Antonio proseguiranno domani lunedì' 3 ottobre alle 19.30 con la celebrazione del Transito di S. Francesco. La rievocazione del Transito sarà preceduta dalla consegna del riconoscimento “Rosa d'argento Frate Iacopa 2016” a Chiara Piccolo Longo. Si tratta di un omaggio a donne del nostro tempo che si sono distinte nella Chiesa e nella nostra terra per la loro testimonianza di fede, speranza e carità.L’iniziativa prende spunto dalla figura di Donna Jacopa dei Settesoli che, attraverso l’incontro con San Francesco, ha cambiato radicalmente la sua vita, divenendo testimone di fede e di carità. Ogni anno, in suo onore, viene scelta una figura femminile che nel nostro tempo incarni questi valori. Ad essa spetta il compito, il 3 ottobre, di omaggiare San Francesco con i doni che a suo tempo Frate Jacopa portò alla Porziuncola il giorno del beato transito del Poverello di Assisi. Anche nella comunità francescana lametina si rinnoverà lo storico segno di fede e devozione, con l’offerta da parte della donna che riceverà il riconoscimento di alcuni doni: il panno cenerino, i ceri, l’incenso per la celebrazione del transito.