Fittante Costantino1Lamezia Terme, 21 novembre 2016 - Il vocabolario degli insulti di Renzi contro quelli che si sono schierati per il No al referendum, si è arricchto. Sarebbero una "accozzaglia". Un presidente del Consiglio non dovrebbe esprimersi utilizzando tali espressioni. E non per l'espressine in se, ma per l'effetto divisivo che hanno. Finora aveva usato altre parole  anche dispreggiative: gufi, parrucconi, vecchi, conservatori.

Ma non era arrivato a questi livelli. Renzi  ha una strana visione della storia individuale e collettiva di quanti lo hanno preceduto al governo e alla direzione dei partiti che compongono il Pd. Napolitano, Finocchiaro, Violante, Bassanini, Nencini ecc. che hanno avuto e continuono ad avere ruoli politici e istituzionali, poiché votano e fanno votare "si", sono nuovi e innovatori, aperti alle novità indotte dalla globalizzazione quindi da difendere ed esaltare. Non possono essere assolutamente considerati "casta". Tutti gli altri che si sono schierati, votano e fanno votare "no", sono "vecchi", "quelli di prima", la "casta" da abbattere  anche se non hanno più ruoli  pubblici e non occupano posti di potere. Addirittura sono da considerare "innovatori" i tanti "trasformisti" alla Verdini, Alfano, Gentile, ecc. fino al 2013 di Forza Italia, Barbanti e Aiello, prima M5S e Sel passati al Pd, tutti entusiasti sostenitori del governo, alcuni di questi addirittura ministri o sottosegretari. Questo modo di ragionare e di agire di Renzi (a tal proposito basta  ricordare per tutti la sostituzione dei deputati Pd nelle Commissioni parlamentari che non si piegavano ai suoi disegni in occasione dell'esame della proposta di riforma) non può che preoccupare. Il suo comportamento di oggi, l'utilizzazione di ogni mezzo pur di raggiungere il suo scopo (ricordate a Letta "stai sereno" per poi pugnalarlo), dividere il mondo secondo il parametro o "con me o contro di me" è già sufficiente per capire quello che potrebbe succedere se dovesse vincere il "si". O ti omologhi e ti pieghi o non c'è scampo! Anche per questo bisogna votare "No" per rafforzare i diritti, l'autonomia di giudizio, la possibilità di scegliere secondo "scienza e coscienza".