Udc conf nicotera 251116Lamezia Terme, 25 novembre 2016 - "Le denunce le portiamo avanti dall'aprile 2016, inascoltati dai vertici regionali e nazionali, ovvero dal commisario Cera e da Cesa". Ancora un turbillon di carte, accuse e risposte secche e perentorie. Non si placa la polemica interna all'Udc di Lamezia, esplosa con lo "scandalo" dei tesseramenti e con tanto di implicazioni sul congresso regionale prima convocato e poi revocato.

All'indomani della conferenza stampa dell'ex segretario regionale, Franco Talarico, oggi contro-conferenza stampa di Giancarlo Nicotera, Massimo Sdanganelli, Giuseppe Costanzo e altri esponenti locali del partito vicini a Nicotera, quali Roberto Bonaddio e Giuseppe Muraca. "Talarico è un bugiardo", tuona Nicotera. Intanto, mostrando le lettere e le mail spedite fin da aprile scorso, “Talarico - evidenzia il capogrupopo Udc in Consiglio comunale  - non aveva nessun titolo e non avrebbe dovuto inviare a Roma le tessere che io mi ero rifiutato di mandare. Da Statuto, ricordo, è stabilito che io mi sarei dovuto occupare della vidimazione delle adesioni e che il compito di garanzia e gestione dei tesseramenti spettava a Cera. Non abbiamo aspettato il congresso regionale, come si vuol far credere, ma forniamo riscontri con dati certi. Siamo di fronte ad un caso di falsa democrazia. Certo, ci dispiace che la vicenda abbia preso questa piega ma saranno i magistrati a giudicare. Abbiamo avuto un solo incontro a Roma il 20 maggio dove abbiamo fatto presente a Cera le anomalie sulle adesioni. Ci hanno poi comunicato che le adesioni cartacee erano arrivate e che le avrebbero fatte visionare, ma così non è stato”. Quindi Nicotera mostra ai giornalisti una lettera inviata dalla mail personale di Franco Talarico a Roma in data 11 aprile con la quale si trasmettevano le "famigerate" 1.702 adesioni. Da Massimo Sdanganelli, un accenno alle questioni politiche. "Quello che è avvenuto è stata una sorta di sopraffazione e la mancanza di democrazia". Poi, replicando a Ottavio Bruni ha detto: "E’ vero che i panni sporchi si lavano in casa, ci abbiamo provato, ma se è accaduto questo è perché alla fine non si è riusciti a trovare una sintesi". Costanzo, infine, ha messo in risalto "il numero spropositato delle tessere rispetto a quelli che sono stati i risultati elettorali". Ribadendo che la vicenda si è così consumata perché "dal nazionale non si è fatto niente".

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