Lamezia Terme, 11 febbraio 2017 - Nella giornata di oggi - è scritto in una nota - una delegazione del Coordinamento 19 Marzo e del Comitato Salviamo la Sanità del Lametino, Nello Sofi e Armando Cavaliere, l’ex primario del reparto di cardiologia Antonio Butera con l’onorevole Sebastiano Barbanti, hanno incontrato il delegato regionale alla Sanità Franco Pacenza per discutere circa quanto sta accadendo negli ultimi anni all’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme, e più in generale sul territorio lametino e calabrese.
Si è subito detto che lunghe dalla volontà di tutte le parti cercare e trovare uno scontro che non servirebbe a nessuno, ma lavorare per il raggiungimento dello scopo principale quale è quello di offrire una Sanità funzionante a chi necessiti (perché questo è il diritto alla Salute) dello stesso servizio. A dimostrazione di quanto i cittadini intendano “lavorare con” (e non “contro”) chi attualmente detiene potere decisionale sulla Sanità in Calabria e con la stessa politica che intendesse effettivamente però interessarsi della causa, si è fatto presente lo studio redatto dal Cesmav, il quale attesta anche dal punto di vista scientifico il valore dell'ospedale, consegnato al direttore generale dell’Asp, Giuseppe Perri, circa una settimana fa e portato a conoscenza di molti esponenti politici e tecnici, oltre a riconoscere la centralità del nosocomio lametino e l’importanza della struttura che lo ospita (considerandola dal punto di vista interno quanto esterno) poco “sfruttata” rispetto a quanto ha da offrire. Rassicurazioni sono state date circa la ormai si crede non molto lontana apertura del Centro protesi Inail. Non si poteva inoltre - prosegue la nota - non fare riferimento al Trauma center e al Patto per la Calabria che vede destinare 20milioni di euro all’ospedale di Lamezia Terme: fondi che ovviamente ci sono. Si è sottolineata l’importanza della presenza di molti reparti invece soppressi in città. Le varie associazioni continuano quindi ad auspicare la fine di questa epoca commissariale per avere un confronto ancora più efficace con la politica che voglia realmente fare l’interesse della persona, perché è con la buona Sanità che automaticamente si potrebbero realmente sanare i conti, e mai badando solo alla finanza ottenere il contrario o anche il risanamento di conti: questo ci dimostra l’esperienza commissariale.