Lamezia Terme, 5 aprile 2017 - Il Psc che il Consiglio comunale si appresta ad approvare sembra sempre più essere fondato sulle cosiddette "manifestazioni di interesse", proposte dai proprietari in aree urbanizzabili, tendenti a ridurre la disponibilità di aree agricole e quindi chiaramente incoerentirispetto al Qtrp, in modo particolare a quanto previsto dall’art 20, nel quale si dice che “il Qtr stabilisce che gli ambiti di urbanizzazione siano utilizzati in via straordinaria e solamente dopo aver raggiunto gli obiettiviprincipali di sostenibilità riferiti agli ambiti urbanizzati del Psc/Psa”.
E' quanto ha dichiarato il portavoce cittadino del Movimento nazionale per la sovranità, Antonello Cariglino. "L’incongruenza della strumentazione urbanistica appare del tutto evidente anche rispetto ai meri adempimenti imposti dal Qtrp. Il Comune di LameziaTerme, infatti, non ha adempiuto all’obbligo di adeguare i propri strumenti di pianificazione (il Piano regolatore generale vigente e l’adottatoPiano strutturale comunale) alle norme del piano regionale per il governo del territorio. A tutto questo va poi aggiunto che le note interlocutorie delle Amministrazioni Provinciale e regionale, trasmesse a suo tempo al Comune, non tengono conto di aspetti sostanziali già contenuti nelQtrp pubblicato sul Burc in data 15 giugno 2013, quindi prima dell’adozione del Psc ( febbraio 2015 ). In particolare, va sottolineato che il Dipartimento n. 11 – Ambiente e Territorio - della Regione, in sede di valutazione del Psc, non ha evidenziato le gravi difformità, nonostante nella premessa della citata nota regionale si affermi di dare “… atto, che dalla data di pubblicazione sul Burc di avvenuta adozione del Qtrp si applicano le misure di salvaguardia, ai sensi dell’art. 58 della LR 19/02 e smi. “Nella stessa nota non viene, da parte degli uffici regionali, riportato l’obbligo fondamentale dell’adeguamento del PSC di Lamezia alle prescrizioni dell’art. 20 delle norme del Qtrp, e la raccomandazione viene Limitata Agli Arti. 11 e 25. Di contro, il Psc del Comune di Lamezia Terme -conclude la nota - da una parte rinvia ad un’indeterminata fase successiva la redazione di un Piano dei servizi (artt. 22 e 55 del Regolamento edilizio ed urbanistico), dall’ altroimposta la formazione del Piano attraverso le “manifestazioni d’ interesse”, allocate in aree urbanizzabili, in aperta contraddizione con il comma 4 dell’articolo 20, che stabilisce sia il rapporto di funzionalità urbanistica con l’ambito urbanizzato, sia la soglia minima (30.000 mq) per gli strumenti attuativi. Dopo anni e anni di discussione, di polemiche, di rinvii, di modifiche e di ritorno all’origine, il Piano strutturale comunale rischia così di non reggere ad eventuali ricorsi al Tar,che potrebbe perfino annullarlo, con gravi danni ai cittadini e al futuro della città".