Lamezia Terme, 16 aprile 2017 - Peggio di una vecchia classe dirigente incapace, c'è solo una "nuova" classe dirigente corrotta e agghindata sempre col vestito della festa, ma pronta a raccontare bugie e lucrare sui bisogni dei cittadini. Insomma, una feccia! Lamezia Terme, terza città della Calabria, cuore pulsante della regione e terra di conquista per chi fa del malaffare la sua ragione di vita.
Città "asservita" a poteri di altre realtà, portata in "dono" a chi da sempre la rinnega. Peggio del peggio, servirsi della buonafede di chi ha bisogno e di chi è senza lavoro, senza futuro e si affida al "potente" di turno. In questi giorni Lamezia è al centro di uno dei tanti scandali prodotti da politici e funzionari "mezze calzette" in barba alle speranze di tanti giovani defraudati del loro diritto a far parte del progetto "Garanzia Giovani". Curriculum stravolti per favorire gli "amici", cene e viaggi costosi pagati dalla comunità (per quello che riguarda la parte pubblica della Società che gestisce lo scalo più importante della Calabria, fra i primi 12 del Belpaese). Storie di sesso, di sberleffi, di minacce, di angherie di varia natura. Che bell'esempio per le nuove generazioni! Classe politica ma anche classe imprenditoriale (si fa per dire naturalmente) composta da commercianti da quattro soldi arrivati in posti di prestigio grazie al politico sempre in auge che sguazza tra i suoi "peccati" e le sue eterne promesse di "rilancio e sviluppo" e che ancora si ostina a invocare "il nuovo" per "il bene comune". Siamo al di là della demagogia. Si va oltre, si rasenta la "spietatezza" come il peggior killer che possa esistere. Qui siamo al killeraggio politico, siamo ai quei famosi "colletti bianchi" tutti facilmente riconoscibili e che continuano a governare indisturbati, con l'aiuto degli "amici" degli "amici", della massoneria e di quei poteri "invisibili" che decidono il destino della povera gente, dei cittadini onesti. "Io so", come diceva Pasolini. "Io so" chi sono i colpevoli, chi sono i collusi. Tutti sanno ed è bene che il popolo prenda coscienza perché poi quando scoppiano gli scandali è inutile indignarsi! Occorre preventivamente guardare in faccia le persone, quanti si candidano al governo della Cosa pubblica e riflettere bene se vale o no la pena di starli ad ascoltare. Prima che producano ulteriori danni ad una comunità già vessata e defraudata da "politici" svenduti pronti a tradire senza ritegno.