Aeroporto Lamezia pista buonaLamezia Terme, 20 aprile 2017 - L'onorevole Mario Magno ha dichiarato che non si può mortificare la terza città della Calabria e per scongiurare questo rischio propone per la Sacal la nomina di un presidente lametino. Mi permetto di fare notare a Magno che la città è stata quasi da sempre mortificata facendola rappresentare da personaggi inesperti, avidi (vedi il rimborso spese di un euro per il caffè offerto a qualcuno), costretti alle dimissioni dopo condanne per reati gravi, che hanno sempre concepito il  ruolo come "cosa loro". Sbaglia Magno quando ritiene che la presidenza dell'aereporto debba essere attribuita sulla base del certificato di nascita.

Dovrebbe convenire con quanti, e io con loro, ritengono che la scelta di tutte le rappresentanze degli enti pubblici, soci della Sacal, debba avvenire facendo prevalere il "curriculum", quindi nominando soggetti competenti, con esperienze professionali nel settore  e in questo ambito se ci sono lametini bene, altrimenti ci si rivolge altrove, ad esempio alle Università della Calabria in primis. Bisogna abbandonare l'opinioni, purtroppo diffusa, che una classe dirigente irresponsabile continua ad alimentare, secondo la quale l'aeroporto è di Lamezia. No. Fin da quando, negli anni '60 assieme i Sindaci dei tre Comuni  di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia, con il Presidente della Provincia avv. Ferrara e il Sindaco di Catanzaro avv. Pucci, abbiamo avviato la realizzazione dello scalo, lo abbiamo sempre concepito e definito " Aeroporto della Calabria". Oggi, per altro, essendo classificato tra gli "scali strtategici nazionali" anche questa definizione è superata. I suoi collegamenti con i più importanti aeroporti italiani e internazinali, l'espansione dei suoi servizi, ecc. richiedono un gestione di alto profilo.  Se ci si colloca con la mente e con la ragione a questo livello, le scelte di chi lo gestisce non può essere compiuta badando unicamente al certificato di nascita o, peggio, all'appartenenza politica. L'esplosione del "caso Sacal", con tutti i suoi risvolti giudiziari, consolida la mia convinzione che bisogna dire basta a rappresentanti degli Enti pubblici individuati tra ex parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, comunali, amici degli amici, grandi, medi e piccoli capi elettori, per puntare ad esperti, competenti, manager di livello, capaci di qualificare la gestione, renderla trasparente per una attività imprenditoriale dell'aeroporto a livello dei tempi e della domanda crescente di mobilità.