Lamezia Terme, 20 aprile 2017 - "Qual è la differenza fra chi punta solo allo sfascio e chi vuole ragionare per dare un senso alle cose? I primi litigano su chi piazzare nelle poltrone di società controllate o partecipate dagli enti pubblici come quelle che gestiscono aeroporti e il trasporto pubblico locale, gli altri si adoperano per impostare un discorso che scongiuri buttare l'acqua sporca con il bambino". E' quanto afferma, Giuseppe Marinaro del Comitato Progresso Sicurezza Lavoro e Salute.
"In queste ultime settimane - prosegue - ha tenuto banco, nella nostra città, la vicenda Multiservizi. Abbiamo assistito ad un rimbalzarsi di responsabilità.Nel dibattito non ha trovato posto un impegno propositivo. Crediamo sia necessario elevare il tono della discussione,pur non nascondendo i problemi gravi che pure esistono.Per individuare forme e progetti che possano rendere i nostri trasporti sicuri moderni non inquinanti, estesi. Una discussione che provi a garantire il sacrosanto diritto dei lavoratori di percepire puntualmente lo stipendio e ai passeggeri di viaggiare su bus con standard di comfort degni di un paese civile e con il dovere di pagare il biglietto .Per raggiungere questi obiettivi dobbiamo ripensare la mobilità. Dobbiamo ripensare il concetto di democrazia riempiendo il contenuto di partecipazione. Senza di essa le vicende, tipo quella della Sacal, tanto per fare un edempio,sono destinate a moltiplicarsi. Cominciamo ad estendere la democrazia facendo entrare nel cda della Multliservizi un dipendente, eletto dagli stessi lavoratori,così come nella Sacal. I fatti di questi giorni sulla società di gestione dell'aeroporto di Lamezia Terme,ed ora degli aeroporti calabresi, non ha sorpreso più di tanto. Era nell'aria. La gestione molto discrezionale dei nuovi dipendenti è un danno per l'immagine di Lamezia Terme e della Calabria. Qualcuno ne dovrebbe pagare pure un prezzo. Qualcuno dovrebbe tutelare i tanti giovani che pur avendone titoli e diritti sono stati ingiustamente esclusi.Siamo sicuri che questa Magistratura coraggiosa andrà fino in fondo per rendere giustizia. La politica non può però lasciare il compito di far dimettere o esonerare amministratori poco scrupolosi alla magistratura. Questo compito spetta a chi, in politica, ha il dovere di scegliere e nominare prima che competenti, dato scontato, persone dalle mani pulite. Chi non lo fa deve assumere su di sé tutte le conseguenze. Tutti i rappresentanti istituzionali, a titolo diverso - conclude Marinaro - pare siano coinvolti così come tutto l'apparato di gestione. Come mai nessuno ha sentito l'obbligo morale e politico di sporgere denuncia alla procura della Repubblica? Ogni altro commento appare superfluo".