Lamezia Terme, 6 maggio 2015 - "Leggere il decreto del ministero della Giustizia, con cui viene disposta la soppressione del carcere di Lamezia Terme, lascia francamente senza parole: nel decreto, viene chiaramente indicato come il sindaco Speranza abbia condiviso la proposta di chiusura della struttura. Non è un'indiscrezione: è scritto in un decreto del ministro Andrea Orlando".
Così, Pasqualino Ruberto candidato a sindaco. "E' una vicenda sconcertante - stigmatizza- Non più tardi del 31 marzo scorso, nel corso di un Consiglio comunale sull'argomento, è stato votato un documento nel quale veniva dato mandato al sindaco di intervenire presso i parlamentari e il ministero, con un incontro richiesto al ministro della Giustizia. E' stata l'ennesima presa in giro di un'amministrazione che ha fatto della vuota apparenza un simbolo. Da una parte, infatti, all'apparenza, Speranza si impegnava pubblicamente contro la chiusura del carcere, intervenendo anche alle manifestazioni indette contro questa sciagurata decisione; dall'altra, invece, dava il suo assenso, proprio a quel ministro presso il quale sarebbe dovuto intervenire, alla soppressione della struttura. E' una circostanza addirittura incommentabile. Siamo veramente curiosi di sapere cosa dirà a questo punto Speranza: racconterà di essere stato frainteso? Dirà che in realtà non ne sapeva nulla, addirittura arrivando a smentire il ministro Orlando? Se non fossimo a meno di un mese dalle elezioni, ne chiederemmo le immediate dimissioni. Putroppo però, ormai, non servirebbero a nulla. Il danno, anzi, gli incalcolabili danni, sono stati fatti. Lamezia e i lametini non meritavano una simile agonia, portata avanti in un clima di indifferenza verso la città. Abbiamo sempre contestato a Speranza la gestione della Cosa pubblica, parlando al massimo di manifesta incapacità, senza mai mettere in dubbio il suo essere una persona perbene. Visto che continuiamo a considerarlo una persona perbene, ci aspettiamo che dia una spiegazione convincente sull'accaduto. Che dica cos'è successo e come mai abbia tenuto all'oscuro la città di questo suo assenso alla chiusura della casa circondariale. Ma ribadiamo: ci aspettiamo una spiegazione convincente. Altrimenti - conclude Ruberto - in mancanza di ciò, che abbia almeno il buon gusto di tacere. Perché di chiacchiere e prese in giro, purtroppo, i cittadini sono ormai stanchi".