Ospedale Lamezia LTNLamezia Terme, 11 giugno 2015 - Riceviamo e pubblichiamo. Era Domenica 27 gennaio del 2002 quando nella sala dell’ex cinema Astra della nostra città dinnanzi ad una platea affollatissima sostenni, insieme ad un gruppo di amici facenti parte del Comitato Lamezia Terme Provincia, che l’unico modo per salvare la nostra Lamezia dalle spoliazioni sarebbe stato quello di elevarla al rango di capoluogo di provincia, e in quella stessa circostanza dissi che il nostro ospedale sarebbe diventato un semplice Pronto Soccorso. Purtroppo, la classe politica locale ha sottovalutato il mio allarme ed il tempo, che è galantuomo, mi ha dato ragione.

Il decreto 2 aprile 2015 n.70, pubblicato sulla G.U. serie generale del 4 giugno 2015, recante il regolamento per la definizione degli standard qualitativi, strumentali, tecnologici e quantitativi relativa all’assistenza ospedaliera, prevede, oltre ad una riduzione dei posti letto al 3 per mille comprensivo dello 0,7 per mille per la lungodegenza e riabilitazione, tre livelli di ospedali: di base, con un bacino d’utenza tra 80.000 e 150.000 abitanti; di primo livello, con un bacino tra 150.000 e 300.000 abitanti; di secondo livello, con un bacino d’utenza tra 600.000 e 1.200.000 abitanti. L’ospedale “Giovanni Paolo II” della città della Piana, purtroppo, a causa del bacino d’utenza inferiore a 150.000 abitanti (circa 140.000) sarà ospedale di base dotato di Pronto Soccorso con la presenza di un numero limitato di specialità ad ampia diffusione territoriale: Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia (senza più la Traumatologia), Anestesia (senza più la Rianimazione) e servizio di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore (h24) di Radiologia, Laboratorio e Emoteca. Inoltre, deve essere dotato di letti di “Osservazione Breve Intensiva”. Per tutte le altre specialità presenti attualmente,  ancora per poco tempo, nell’ospedale cittadino quali: Rianimazione, Oculistica, Otorinolaringoiatra, Psichiatria, Cardiologia con UTIC, Urologia, Oncologia, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, ecc. bisogna recarsi a Catanzaro o altrove. Di tutto questo bisogna ringraziare, come sempre, l’intera classe politica lametina per i seguenti due motivi: quando la vicina Vibo Valentia fu elevata a capoluogo di provincia nel 1992, con grande leggerezza furono ceduti tre comuni facenti parte della vecchia provincia di Catanzaro e del comprensorio lametino (Filadelfia, Francavilla Angitola e Polia) alla stessa Vibo e, con questi tre centri il comprensorio di Lamezia superava i 150.000 abitanti; se i politici lametini tutti avessero appoggiato la salvifica “scommessa” della provincia di Lamezia Terme, il bacino d’utenza lametino avrebbe superato ugualmente i 150.000 abitanti in quanto la nuova provincia prevedeva l’accorpamento di qualche altro centro attualmente non facente parte dell’hinterland lametino. Purtroppo, non è stato così e invece di avere un ospedale di primo livello ci dobbiamo accontentare di un ospedale di base.
Gli ospedali di primo livello saranno costituiti a Crotone e a Vibo Valentia i quali, pur avendo una popolazione inferiore a quella della città di Lamezia Terme e pur essendo di importanza secondaria rispetto alla città della Piana, i loro comprensori superano per numero di abitanti quello lametino poiché esse sono capoluoghi di provincia, mentre la nostra città è quartiere periferico della vicina Catanzaro. Inoltre, Vibo e Crotone sono sede degli unici ospedale spoke presenti nelle rispettive province a differenza dello spoke  di Lamezia che deve confrontarsi con l’ospedale hub della città dei tre Colli.  Il decreto entra in vigore il 19 giugno p.v. ed entro tre mesi dalla sua entrata in vigore, le regioni devono adottare il provvedimento. Questo decreto sancisce il definitivo smantellamento della grandiosa e bellissima struttura dell’ospedale di Lamezia Terme. Le future mamme lametine non potranno partorire più nella propria città e i bambini lametini, se malauguratamente dovessero avere bisogno di cure ospedaliere, dovranno emigrare altrove.


ASSOCIAZIONE LAMEZIA LIBERA
Il presidente
Francescantonio Mercuri