Lamezia Terme, 30 maggio 2017 - Le dimissioni dell'assessore Carnovale testimoniano il momento difficile che attraversa la Giunta Mascaro. Non vi è dubbio che gli strascichi dell'operazione "Crisalide" stanno, giorno dopo giorno, compromettendo le vicende politiche della città di Lamezia Terme. Dalle dimissioni del consigliere Paladino, all'autosospensione della consigliera Marialucia Raso, fino alle odierne dimissioni di un componente della Giunta. E forse ancora la lista potrebbe allungarsi.
Se si tiene conto di alcuni episodi accaduti durante la campagna elettore del 2015 con candidati a sostegno del sindaco Mascaro coinvolti in vicende legate a rapporti con la criminalità e in operazioni delle forze dell'ordine, si capisce bene che il cerchio inizia a restrigersi fino a racchiudere in esso la reale e concreta possibilità di un accesso antimafia. D'altronde, come leggere i "consigli" forniti dal senatore Gentile all'ormai ex assessore Carnovale? Aria di scioglimento in vista?
Purtroppo l'atmosfera sembra preludere a questo ennesimo e triste epilogo. Quando se ne parla tanto, alla fine appare difficile tornare indietro e gli organismi preposti vanno fino in fondo. Si potrebbe "salvare il salvabile", se così si può ancora dire, se l'attuale sindaco si dimettesse e facesse valere le sue ragioni fin qui palesate. Ovvero, quelle di 23 mesi di sana, corretta e trasparente gestione. Prendendo atto di uno sfaldamento evidente con la realtà di questi giorni e consentendo in tal modo un commissariamento più breve, così da tornare al voto già il prossimo anno, senza aspettare probabilmente 30 mesi. Anche perché, un eventuale commissariamento non interromperebbe nulla. Non ci sono processi di sviluppo avviati. Al di là dell'ordinaria amministrazione, questa Giunta non ha in serbo grandi progetti per cercare di creare occasioni di lavoro. Solo la "semplice" raccolta di tributi e una gestione della Cosa pubblica senza grandi slanci e senza prospettive di crescita.