Comune nuovo scatolettaLamezia Terme, 30 maggio 2017 -  Riceviamo e pubblichiamo. Il sindaco avv. Mascaro, con la sua foga polemica nei confronti del consigliere comunale Avv. Rosario Piccioni, accusa quest’ultimo di essere corresponsabile della omessa emanazione dei provvedimenti per il recupero di somme dovute al Comune da parte di ex amministratori condannati dal Tribunale di Lamezia con sentenza emessa il 2008.

Secondo il sindaco, la mancata richiesta delle somme, è perché “forse alcuni di loro erano compagi di partito dell’assessore Piccioni”, cioè noi tre. E’ triste constatare che la narrazione del sindaco è ricca di amenità  e che mai nella nostra città la polemica politica era scesa a livello di tali meschinità.
La vicenda che ci riguarda ha una precisa origine. Nel 1992 siamo stati oggetto di un procedimento contabile da parte della Corte dei conti per presunto danno erariale prodotto al Comune di Lamezia. Il procedimento contabile in tutte e due i gradi di giudizio si è concluso nel giugno 1996 con la nostra assoluzione definitiva e totale “per non avere prodotto danno erariale al Comune” nell’esercizio delle funzioni esercitate in qualità di assessori da luglio 1990 agiugno 1991. A seguito di tale sentenza abbiamo chiesto al Comune il rimborso delle spese legali sostenute. L’Amministrazione dell’epoca, in un primo momento (dicembre 1999) liquida a favore degli ex amministratori tali spese e successivamente (a dicembre 2000 ), facendo perno su una lettura restrittiva delle norme di legge vigenti in materie e superando anche la prassi applicata da sempre da tutte le Amministrazioni d’Italia e consolidata riguardo al riconoscimento del diritto al rimborso, ne chiedeva l’immediata restituzione perché a suo giudizio non dovute. Si istaura un contenzioso tra i cinque ex amministratori (noi tre,difesi da unico collegio legale, più il dott. Giuseppe Cristaudo e il dott. Maurizio La Scala.) e il Comune. Contenzioso  ancora è aperto. Una prima sentenza del Tribunale di Lamezia, datata aprile 2008, da torto a noi ricorrenti e ci condanna alla restituzione al Comune delle somme ricevute. Avverso tale sentenza presentiamo ricorso davanti alla Corte di Appello di Catanzaro.
L’avv. Mascaro sa, o dovrebbe sapere, che nei casi simili, qualsiasi Amministrazione per precauzione evita di procedere alla emanazione degli atti necessari per il recupero delle somme. Attende quantomeno il pronunciamento della Corte, esercitando il potere discrezionale che gli appartiene, per evitare da una parte di istaurare un nuovo parallelo contenzioso conseguente all’inevitabile ricorso avverso degli interessati, e dall’altra per non correre il rischio di vedere, come spesso succede, riformata la sentenza di primo grado a favore dei ricorrenti, con il risultato, in tal caso, di non incassare le somme pretese e di gravare sulle finanze del Comune gli onorari degli avvocati.
Alla luce di ciò, si deve considerare corretto e saggio il comportamento dell’Ufficio legale del Comune che ha ritenuto di non proporre in tutto questo tempo  l’azione per il recupero delle somme.
La sentenza della Corte di Appello, che conferma quella del Tribunale, porta la data del maggio 2016, cioè quando Speranza e Piccioni avevano da un anno concluso i loro incarichi.
Altro che favoriti perché “compagni di partito”. Siamo stati e rimaniamo amici e compagni di Speranza e Piccioni, sempre comunque rispettosi delle autonome decisioni degli amministratori. Nessun favore nei nostri confronti né richiesto né concesso per la comune appartenenza politica.
Malgrado due sentenze univoche, rimanendo pendente l’impugnativa davanti alla Corte di Cassazione proposta da parte nostra, sarebbe stato opportuno che il sindaco Mascaro usare la stessa saggezza e l’analoga prudenza evitando l’avvio delle procedure di recupero per come ha fatto con la delibera di Giunta del 26 maggio scorso, con ciò istaurando una nuova controversia.
Prendiamo atto che così non è stato. Difenderemo il nostro diritto nelle sedi competenti cominciando col chiedere la sospensiva al Giudice competente per quest’ultima iniziativa della Giunta, fiduciosi per altro che il nostro già depositato ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello, formulato da un esperto, attento e competente Avvocato di Roma e supportato anche da autorevoli pareri preventivi di altri Avvocati e di qualche Docente Universitario di Diritto amministrativo, produrrà l’esito a nostro favore.
Noi siamo fatti così qualsiasi cosa pensi e dica il sindaco Mascaro il quale dovrebbe gridare di meno e riflettere di più. Per amministrare una città difficile come la nostra, non serve l’uomo solo al comando che alza continuamente la voce convinto che la storia comincia da se. Occorre equilibrio, rispetto dei cittadini e degli avversari politici, delle loro storie personali e collettive, dialogo e apertura al confronto su idee, progetti, soluzioni possibili.Se invece ci si dedica alle recriminazioni e alle vuote e amene accuse verso le esperienze del passato, il presente ed il futuro di Lamezia non può che essere molto incerto.

Costantino Fittante, Gianni Dattilo, Fernando Miletta