Lamezia Terme, 10 maggio 2015 - Riceviamo e pubblichiamo. Pur di affossare la nostra città si è arrivati al punto di fare carte false. E’ il caso del decreto che sancisce la definitiva chiusura del carcere cittadino, nel cui decreto sembrerebbero essere riportate alcune falsità che se dovessero essere confermate, sarebbe opportuno querelare colui o coloro che lo hanno “confezionato” e lo stesso ministro che lo ha firmato.
Vergogna! Vergogna! Vergogna! Sembra esistere una regia occulta costituita probabilmente da massoneria, ndrangheta e politica che a tutti i costi debba cancellare la città della Piana dalla cartina geografica italiana. Si chiude il penitenziario cittadino, al fine di aprire il nuovo padiglione catanzarese di Siano; si sopprime il nucleo industriale della piana lametina per creare l’Asi provinciale (area sviluppo industriale di Catanzaro), al fine di salvare le aree industriali di piccoli comuni del catanzarese, abbandonando così l’area industriale di Lamezia Terme la più grande del meridione; per salvare l’Asl n.7 di Catanzaro sull’orlo del fallimento, si sopprime l’Asl n.6 di Lamezia T. con bilancio attivo e si accorpa a quella catanzarese creando così l’Asp di Catanzaro e distruggendo, di conseguenza, la sanità e l’ospedale di Lamezia; per salvare il già fallito scalo aeroportuale di Crotone e quello in via di fallimento di Reggio Calabria, si vuole sopprimere la società aeroportuale dello scalo lametino (Sacal) in attivo, per creare un’unica società per i tre aeroporti, sempre a svantaggio della nostra città e così via. Siamo stanchi di queste ingiustizie e sopraffazioni, siamo ignorati dai vari governi provinciali, regionali e nazionali che periodicamente si succedono. Lamezia è diventata una colonia della vicina città dei tre Colli che vanta come simbolo cittadino l’aquila, per significare la potenza della città. Fino a qualche anno fa si lottava per elevare al rango di capoluogo di provincia la città della Piana, oggi bisogna lottare affinché Lamezia si stacchi politicamente dalla Calabria e dall’Italia per creare uno stato autonomo, ovvero la Repubblica Lametina. Quello che potrebbe sembrare una provocazione potrebbe essere una magnifica realtà. Non bisogna dimenticare che Lamezia Terme sorge sulle macerie dell’antica e fiorente città greca di Terina, fondata dai crotoniati nel VI sec. a.C. e distrutta da Annibale nel 203 a.C, che batteva tra le più eleganti monete dell’epoca. Lamezia è baciata da Dio e dalla natura mentre è bistrattata dalla politica. Lamezia possiede un enorme potenziale per ritornare ad essere fiorente come l’antica Terina. Lamezia è stata ed è culla di poeti, filosofi, pittori, scultori, musicisti, grandi luminari della medicina, dell’ingegneria, dell’avvocatura, di abili e lungimiranti imprenditori, commercianti e artigiani. Pertanto, non è più necessario continuare a far parte di una provincia, di una regione e di una nazione dalle quali quotidianamente la nostra città è bistrattata, umiliata, spogliata e ignorata. Il popolo lametino non merita tutto questo, pertanto, rimbocchiamoci le maniche e incominciamo a lavorare.
Francescantonio Mercuri
Presidente
Associazione Lamezia Libera