Lamezia Terme, 26 luglio 2017 - Relazione della Dia (Direzione investigativa antimafia) relativa al secondo semestre del 2016. Per quanto riguarda Lamezia e il comprensorio lametino la situazione legata alla presenza delle cosche risulta particolarmente attenzionata anche dopo le numeose operazioni messe a segno dalle forze dell'ordine.
Nel corso del semestre - si legge - il Lametino è stato scenario di una serie di fatti di cronaca giudiziaria, la cui portata non può essere trascurata nell’ottica di una compiuta analisi delle dinamiche criminali che caratterizzano l’area”. Nella relazione si fa riferimento alla suddivisione del territorio e ai rapporti con altre ndrine, soprattutto vibonesi e della Locride. Si parla delle "cosche Iannazzo, Torcasio-Cerra-Gualtieri e Giampà cui si affiancano formazioni minori. La ‘ndrangheta lametina vanta, da sempre, rapporti con le varie articolazioni della famiglia Mancuso di Limbadi. Nel caso dei Cerra-Torcasio-Gualtieri i rapporti intercorrono anche con le 'ndrine di San Luca e con soggetti di origine albanese, strumentali all’approvvigionamento di stupefacenti. Nel comprensorio della Piana Lametina permane una condizione di sostanziale stabilità e scarsa conflittualità tra le diverse compagini criminali, anche in ragione della pressante attenzione investigativa che, nel tempo e grazie a preziose collaborazioni, ha inciso efficacemente sugli assetti mafiosi, frenandone le mire espansionistiche".