Cristiano Massimo3Lamezia Terme, 31 luglio 2017 - "E’ bene premettete che la nostra città deve necessariamente dotarsi di uno strumento urbanistico innovativo quale potrebbe essere il Psc, ma questo non significa che bisogna approvare il Psc solo come concetto senza guardare ai contenuti".

E' quanto afferma, il consigliere comunale Massimo Cristiano. "Altra premessa fondamentale è che a distanza di due anni dall'adozione in Consigliocomunale poco e nulla è stato rappresentato a noi Consiglieri circa il lavoro portato avanti dagli uffici e non, tranne in qualche incontro fugace con il solito tono accademico. La scorsa consiliatura sono state portate avanti molte battaglie, che rivendichiamo con forza e coerenza e che hanno visto il placet di un Consiglio Comunale attento  in fase di adozione (19 febbraio 2015) . Uno dei limiti da noi riscontrati in quel periodo di preadozione di Psc è stato quello riguardante le zone periferiche di Scinà, Capizzaglie e contrada Lagani. Infatti, all'epoca la precedente Giunta Comunale ha inserito un vincolo “pericoloso” quanto incomprensibile ovvero la completa inedificabilità edilizia(art. 73 Reu). Tale condizione è stata messa in risalto dal sottoscritto, quindi pur non avendo votato il maxi emendamento è stata recepita ed applicata nel nuovo “Reu.” con la cancellazione del art 73 comma 2. Oggi paradossalmente con un assessore all' urbanistica dimessa, come per magia nel nuovo Reuproposto in Giunta riappare il vincolo di inedificabilita' per le zone periferiche, una condizione devastante ed incomprensibile dal punto di vista sia politico che tecnico, pronta a penalizzare le reali esigenze di un territorio già urbanizzato e dotato di servizi. Purtroppo le precedenti amministrazioni hanno nel tempo ghettizzato queste zone periferiche lasciando interi quartieri abitati come zone agricole. Su questo argomento non faremo sconti a nessuno, su queste idee progettuali ci siamo presentati agli elettori, diversamente ognuno si assuma le responsabilità della propria incoerenza, ed inizieremo nell'interesse dei cittadini una nuova battaglia. Riporto l'idea del gruppo MTL in merito all'art 73,abrogare le parole: gli insediamenti diffusi sono classificabili dal PSC come inedificabili, e proporre sempre Art 73 comma 2: a monte del nuovo asse stradale intermedio(rettifilo Bagni - via del Progresso) come da riferimento Tav 2.2 schema di preliminare PSC art. 15 (ambiti di selezione del territorio urbanizzabile),valgono le azioni comprese nell’ art 65 del R.E.U., ovvero in linea con lo schema del preliminare del 2010. E’ inimmaginabile, quindi, non pensare alla reale unificazione dei centri urbani di Nicastro-Sambiase -  Scinà-Capizzaglie, assistendo alle cosiddette macchie di leopardo.  Da una breve analisi effettuata risulta che solitamente nei luoghi dove insiste un vincolo di inedificabilità (esempio l’alveo di un fiume),  qualsiasi immobile costruito privo di regolamentazione deve essere immediatamente abbattuto e senza possibilità di recupero. E’ bene precisare che Mtl è contro l’abusivismo, ma non per questo non possiamo sottacere dinanzi ad una realtà, alimentata dal 1997( vecchio PRG) in poi anche grazie alle negligenze di alcuni uffici con una burocrazia eccessiva, ereditata dai più. La  una nuova idea di città: quella  pensata dai padri fondatori prevedeva la reale unione dei 4 centri urbani, Nicastro-Sambiase-S.Eufemia-Scinà-Capizzaglie.  Il preliminare del Psc approvato nel 2010, dava in linea di massima un senso diverso di città, racchiudendola  in  una sorta di cintola delimitata dal nuovo asse intermedio. Nulla contro chi legittimamente ha presentato delle proposte, per poter aumentare i servizi anche con zone residenziali, ma deve valere un principio universale ovvero quello dell’equità sociale. Non è possibile sacrificare intere porzioni di territorio, che realmente risultano oggi già centro abitato con tutti i servizi primari annessi, e privilegiarne altre ipotetiche. Non sappiamo chi negli uffici comunali ogni volta tenta di apporre vincoli inibitori e discriminatori nei confronti di una parte di citta', evidentemente li considera cittadini di serie B. Ribadisco che noi siamo per approvare un nuovo Psc ma non ci piace l'idea di approvare qualcosa senza il giusto confronto e condivisione. Nei prossimi giorni - conclue Cristiano - continueremo ad approfondire gli aspetti del nuovo PSC anche di concerto con il gruppo di Patto per Lamezia, per formulare le nostre proposte in maniera serena e trasparente, per dare la possibilita'alla nostra citta'di dotarsi nel più breve tempo possibile di un nuovo Psc consono alle reali esigente dei cittadini".