Tribunale Cz nuovo2Lamezia Terme, 12 agosto 2017 - Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato l'ordinanza cautelare emessa dal Gip di Catanzaro nei confronti di Nerina Renda, 53 anni di Lamezia Terme e dell'imprenditore Salvatore Lucchino di 73 anni di Lamezia Terme, disponendo l'immediata revoca degli arresti domiciliari.

Ai due, la procura, ha contestato presunti episodi di corruzione. Il provvedimento, eseguito al termine di un'indagine svolta dalla Squadra Mobile, riguardava la Renda all’epoca dei fatti funzionaruia presso l’area IV – Settore Immigrazione Rifugiati - della prefettura di Catanzaro la quale avrebbe favorito, a fronte di un corrispettivo economico, Salvatore Lucchino, imprenditore lametino impegnato nel settore dell’accoglienza ai migranti e gestore della società cooperativa Gianal. Dopo l'udienza tenuta davanti ai Giudici del riesame lo scorso 9 agosto,la decisione con la quale è stata accolta la linea difensiva degli avvocati Aldo Ferraro e Antonella Pagliuso. I legali, secondo quanto appreso, hanno evidenziato "che mai, la dottoressa Renda, ha adottato alcun atto in violazione dei suoi doveri d'ufficio al fine di agevolare Salvatore Lucchino nella gestione di un centro di accoglienza per immigrati, soprattutto considerando che nelle gare d'appalto attenzionate dalla procura la stessa rivestiva esclusivamente il ruolo di "segretario verbalizzante". Quanto a Salvatore Lucchino, del pari, è stato dimostrato che nessuna dazione illecita o corruttiva è a lui riconducibile, e che, quanto all'immobile ceduto alla dottoressa Renda "sostanzialmente a titolo gratuito", si trattava di un rudere - e non di una villetta - situato a Feroleto Antico pagato dalla Renda lo stesso prezzo al quale due anni prima lo aveva acquistato il venditore”.