Lamezia Terme, 28 agosto 2017 - Cinquant'anni e non sentirli. Nel senso vero del termine. Nulla in questo lasso di tempo è accaduto. Di buono, solo l'unione di tre ex comuni ai quali oggi molte altre realtà, non solo calabresi, guardano quale esempio.Sembrerebbe un paradosso. Ma non è così.All'idea lungimirante di Arturo Perugini, non seguirono i fatti per colpa di politici regionali e nazionali che hanno sempre "remato" contro la grandezza di Lamezia Terme.
Che, si badi bene, ha una sua storia che va oltre questi "insignificanti" cinquant'anni. Il popolo dei Lametini esisteva ancor prima della nascita di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia. Ovvero fin dal secolo VI a. C. ai tempi di Ecateo e Licofrone."I Lametini abitanti della Piana in...una città dell'Italia così chiamata dal fiume Làmatos, di fronte a Crotone...". Dice Ecateo: "dove c'è il Lameto là stanno i Lametini"... Ecateo da Mileto fu autore della prima opera etno-geografica greca...Licofrone, invece, cita chiaramente il Lametino quale "Crotoniatide tirrenica".. per definire il Lametino e l'antica Lametia quale colonia magno greca sul Tirreno..
Questo per sgombrare comunque il campo e ribadire l'importanza di Lamezia che va ben al di là dei "campanilismi" di quartiere. Però, tutto ciò non basta.
In questi giorni si è costituito un comitato (?) per celebrare i cinquant'anni dalla nascita di Lamezia Terme (gennaio 1968). Un comitato che francamente non sappiamo cosa debba festeggiare.
La mancata nascita dell'Università?
La mancata ubicazione del capoluogo di Regione (la città al centro della Calabria era nata anche per questo)
La mancata istituzione (almeno) della Provincia?
Il mancato sviluppo industriale con la beffa dell'ex Sir?
La chiusura del carcere?
Il ridimensionamento dell'ospedale?
Le mani di altre realtà sull'aeroporto internazionale?
La morte del commercio?
La disoccupazioene crescente?
La pochezza della classe politica?
Gli scioglimenti dei Consigli comunali per mafia?
La sporcizia per le vie cittadine?
I fumi tossici del campo Rom?
Il baratro in cui si trova la Multiservizi?
La scomparsa della maggiore squadra di calcio?
L'abusivismo?
Un Psc che disgrega e non unisce per gli interessi di pochi?
La corruzione?
La mafia?
Che cosa bisogna festeggiare? Quello che non è?
Semmai la presa d'atto di un progetto che per colpa della politica e dei poteri forti regionali è naufragato a danno dell'intera regione. Perché se ancora oggi non si comprende l'importanza di Lamezia nel contesto calabrese, andrebbe presa a calci nel deretano l'intera classe dirigente di questa sciagurata regione. Francamente sarebbe stato meglio non adoperarsi per nulla, e attendere la data del 4, del 5 o del 6 gennaio 2018 per convocare un patetico Consiglio comunale e celebrare con un dibattito (naturalmente intriso di retorica e demagogia) l'unione dei tre ex comuni, continuando ad "oltraggiare" la città e i cittadini. Fin quando non crescerà una classe dirigente capace e decisa nel puntare sui talenti immensi di Lamezia Terme, non ci sarà nulla da festeggiare! Lamezia cresce se i Governi (tutti) puntano sulla sua favolosa posizione strategica al centro del Mediterraneo. Ma non solo sulla carta e nei programmi elettorali, ma nel concreto e nei fatti. Senza invidia, scacciando mafia e massoneria. Altrimenti rimarrà sempre una "bella" incompiuta anche per i prossimi cinquant'anni...