Lamezia Terme, 31 agosto 2017 - E' stata inauguarata oggi, alla presenza del ministro dell'Interno, Marco Minniti la sede della nuova caserma dei carabinieri di Lamezia Terme.
La stessa ha avuto un'importante elevazione a Gruppo, oltre a conservare naturalmente, quella di Compagnia. A guidare il Gruppo carabinieri Lamezia (sono 13 in tutta Italia), il tenente colonnello, Massimo Ribaudo. Mentre rimane alla guida della Compagnia il capitano Pietro Tribuzio. Alla cerimonia, oltre a Minniti che ha "parlato di Lamezia e Calabria più sicure", la madrina dell'evento, Simona Dalla Chiesa, il prefetto Maria Luisa Latella, il questore di Catanzaro, Amalia Di Ruocco, il presidente delal Regione Calabria, Mario Oliverio, il procuratore della Dda, Nicola Gratteri e l'aggiunto Giovanni Bombardieri, il sindaco Paolo Mascaro e altre autorità civili e religiose. Il taglio del nastro è avvenuto sulle note della dalla Fanfara del 10° Reggimento carabinieri Campania.
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Da Lamezia Antirazzista strali contro Minniti
Nella giornata odierna il ministro Minniti ha fatto la sua ennesima passerella in terra calabra, partecipando all’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri di Lamezia Terme, davanti a tutte le autorità locali. Negli ultimi mesi, il ministro degli interni si è reso protagonista di una serie di misure repressive che colpiscono i soggetti più vulnerabili, quelli maggiormente esposti alle devastanti conseguenze di una crisi economica che i signori come Minniti hanno contribuito a creare. Quei soggetti definiti “indecorosi” da un apparato statale repressivo che ha trovato proprio in Minniti il suo maggiore esponente. Con i decreti Minniti e Orlando, il governo Gentiloni ed il Partito democratico, nel nome della sicurezza e del decoro, hanno infatti dichiarato guerra alla povertà, inasprendo, di fatto, l’apparato punitivo nei confronti delle fasce sociali più disagiate.Il Daspo urbano ha attribuito ai sindaci il potere di allontanare dalle città quei soggetti già marginali, quali senzatetto, prostitute, mendicanti.Del resto avevamo già dovuto fare i conti con le decine di fogli di via dal territorio del Comune di Villa San Giovanni emanati in occasione del G7 di Taormina, strumenti repressivi che oltre a privare gli attivisti diretti in Sicilia del diritto di manifestare liberamente, hanno colpito indistintamente, limitando così il diritto alla libertà di movimento, anche semplici viaggiatori per il solo modo di vestire. Inoltre l’eliminazione del grado di appello nei giudizi relativi al riconoscimento della protezione internazionale, il potenziamento dei centri di permanenza per il rimpatrio per chi ha l’unica “colpa” di essere straniero, insieme ad espulsioni più rapide vanno a ridurre ulteriormente i diritti di chi arriva nel nostro paese in cerca di una possibilità. La demonizzazione delle Ong impegnate nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo e le politiche europee discusse di recente nel vertice di Parigi vanno proprio in questa direzione: scoraggiare le partenze, rendere più difficili le rotte migratorie, anche attraverso l’istituzione di campi di detenzione come quelli già presenti in Libia. Poco importa se a farne le spese sono ancora una volta i migranti.
Contro Daspo, fogli di via, espulsioni e sgomberi, l’unica sicurezza che vogliamo è quella di avere casa, reddito e documenti per tutti!
Lamezia Antirazzista