Fittante Costantino1Lamezia Terme, 14 ottobre 2017 - "Anche noi riteniamo importante che la politica non rimanga più lontana dalla realtà e che una Commissione come quella presieduta dal consigliere regionale, Arturo Bova, esca dal Palazzo e si confronti con le realtà locali. Ma non condividiamo che esce da Palazzo Campanella e si chiude nella sede di Progetto Sud".

E' quanto afferma, Costantino Fittante, presidente del Centro Riforme, democrzia e diritti che da anni è impegnato in prima linea sul fronte della lotta alla criminalità, attraverso iniziative concrete nelle scuole cittadine e in altri ambiti. "La realtà del territorio - aggiunge Fittante - è più complessa e  la sua conoscenza non si esaurisce nell’interlocuzione a porte chiuse con sole tre espressioni associative. Se con la presenza della Commissione nel territorio si vuole da una parte esprimere vicinanza e solidarietà alle vittime della ‘ndrangheta e dall’altra stimolare i cittadini, soprattutto quelli appartenenti alle categorie a rischio, ad alzare la testa, a superare la paura e la  indifferenza, a schierarsi apertamente dalla parte della lotta al potere mafioso, allora ogni iniziativa deve essere aperta agli apporti di tanti soggetti e realizzarsi alla luce del sole. Non abbiamo dubbi che questo è l’obiettivo della Commissione. Ma proprio per questo non condividiamo le modalità che hanno  segnato la sua presenza a Lamezia. A don Giacomo, e alla sua creatura “Progetto Sud”, siamo stati sempre solidali per l’impegno innovativo sul terreno sociale e per il contributo culturali che offre con i suoi scritti.Ma nella nostra Città c’è molto altro. Ed è triste dover costatare che altre espressioni associative che operano nelle Scuole e a contatto con gli operatori economici ed i lavoratori, vengano ignorati in occasione di incontri come quello realizzato mercoledì scorso. Sono decine le Scuole nelle quali si sono e si  vanno realizzando progetti sulla “cittadinanza e la legalità” a cura nostra e di altre Associazioni.Tuttee scluse dall’incontro a quattro con il presidente Bova. Noi del Cntro, ad esempio, realizziamo percorsi di legalità e non “parate”. Ai percorsi che organizziamo, d’intesa con i dirigenti scolastici, aderiscono centinaia di alunni e studenti di ogni ordine e grado e agli  partecipano esperti, studiosi e giornalisti ( prof. Enzo Ciconte, prof. Francesco Forgione, on. Claudio Fava, avv. Anna Falcone, Magistrati dott. Giuseppe Vitale e dott. Luigi Maffia, prof.ssa Carmela Salazar, prof.ssa Aquila Villella, dott. Gianfranco Manfredi, dott. Filippo Veltri, ecc.). Cicli di conversazioni su specifici argomenti ( la prima parte della Costituzione, storia della ‘ndrangheta, l’accumulazione illegale e l’incidenza della ‘ndrangheta nell’economia, il modo come contrastarla, ecc.) o confronti con esponenti della Magistratura e delle forze dell’ordine una ricognizione del grado di conoscenza dei ruoli di ciascuna di queste istituzioni.Sono numerosi, sempre ad opera della nostra Associazione,  gli incontri con vittime della mafia e della ‘ndrangheta e con testimoni di giustizia (on. Simona Della Chiesa, dott. Daniele Godino, on. Rosanna Scopelliti, sig. Rocco Mangiardi). Inoltre, nei venticinque anni di nostra attività, non sono mancati e non mancano neppure momenti di incontri pubblici realizzati, spesso in sinergia con altre Associazioni Culturali, con autori per la presentazione di libri sulla mafia (Claudio Fava, Isaia Sales, i citati Enzo Ciconte e Francesco Forgione, Filippo Veltri, Aldo Varano, Francesca Viscone, Paola Bottero, Sabrina Garofalo, Tonino Cannone, altri) o per la proiezione di film e documentari sulle mafie.Una mole di attività realizzata con l’impegno volontario, senza alcun finanziamento o contributo da enti pubblici, tutto rigorosamente a carico dell’Associazione, dei suoi soci e dei suoi sostenitori privati.Pensiamo che una produttivo impegno di contrasto alla cultura e all’azione della ‘ndrangheta, non possa essere affidata a pochi soggetti che fanno bene a costituirsi “parte civile” nei processi e che però, me lo consentano, poco o nullafanno per rapportarsi con le categorie imprenditoriali  e con le loro rappresentanze, con i lavoratori e i sindacati,con la Chiesa e anche  con le espressioni elettive locali e con i loro movimenti politici, esprimendo sempre l’autonoma valutazione circa  i loro comportamenti sul terreno della legalità e della trasparenza. Rapporti continui che sono indispensabiliper costruire un largo fronte di resistenza e di lotta alla ‘ndrangheta. Detto questo - conc.ude Fittante - ci permettiamo si chiedere al presidente Bova l’organizzazione a Lamezia di un confronto pubblico e aperto sul tema della presenza e della attività della ‘ndrangheta, sui risultati finora conseguiti nell’azione di contrasto delle forze dell’ordine e dalla magistratura inquirente, sulle ricadute che hanno avuto nella società civile, su quanto c’è da fare per liberare definitivamente la nostra citta dal fenomeno".