Lamezia Terme, 27 ottobre 2017 - "Sono certo che Lamezia non sarà sciolta per mafia. Questo sindaco e questa Amministrazione comunale danno fastidio. Vogliono mandare via un sindaco e un'Amministrazione scomodi".
Pesante j'accuse del primo cittadino di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, che, nel corso di un'affollata conferenza stampa, ha lanciato strali contro il probabile scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Mascaro non ha fatto nomi, non ha indicato persone o istituzioni dello Stato precise. Tuttavia ha ammonito sul fatto che ci sono in campo molti interessi "a partire dai fondi per l'area urbana di Lamezia pari a 18mln di euro, fino agli enormi interessi che si muovono intorno alla Sacal". Ognuno dunque può immaginare e farsi"un film", aggiungiamo noi, su cosa sta accadendo in questo lembo di Calabria e sugli scenari futuri. Di certo, sullo sfondo della proposta di scioglimento da parte della commissione d'accesso antimafia - probabilmente già sul tavolo del ministro Minniti - ci sono le implicazioni con la politica all'indomani dell'operazione "Crisalide" contro una delle cosche cittadine e che ha coinvolto consiglieri comunali e dato il via alle dimissioni di molti assessori. Detto cio, in sintesi, Mascaro ha parlato di "atti amministrativi scevri da qualsivolglia condizionamento mafioso". Anzi, ha accennato all'attività relativa "ai beni confiscati; alle delibere della passata Giunta revocate, come il progetto di piazza della Repubblica e la relativa cessione di aree gratutite; alla delibera per la concessione di un terreno ai Testimoni dei Geova, al ripristino delle regole all'interno dell'Ente, in particolare al recupero di 10mln di euro per ciò che riguarda la morosità idrica, alla rateizzazione del debito di 14ml sempre nel settore idrico" e via discorrendo. Quindi, ha stigmatizzato "gli attacchi mediatici in merito alle norme antimafia", riferite al Piano spiaggia e a quel Psc che il primo cittadino intende approvare a tutti i costi. "Andiamo avanti senza fermarci". Insomma, un Paolo Mascaro pronto a difendere il suo operato di fronte a ciò che comunque non è pubblico, ovvero il contenuto degli atti relativi alla richiesta di scioglimento e che si spera la città possa conoscere al più presto.