Panoramica Lamezia e golfo largaLamezia Terme, 8 maggio 2018 - Si è svolta ieri pomeriggio la riunione congiunta dei due direttivi dei circoli del Pd di Lamezia Terme per discutere del Psc, tema attuale e di fondamentale importanza.

"L’incontro - è scritto in una nota - è stato allargato ad esperti del settore ed è stato occasione utile a confrontarsi sulla questione del Piano strutturale soprattutto alla luce delle notizie trapelate dal Palazzo di città ovvero di una prossima adozione del Piano da parte della Commissione straordinaria. Al di là degli aspetti tecnici, il Pd di Lamezia si è trovato d’accordo in maniera unanime sulla necessità di chiedere alla Commissione straordinaria di astenersi dall’approvare il Psc, tema che verrà trattato proprio insieme ai Commissari in un incontro richiesto da una delegazione del Pd lametino che si terrà giovedì 10. Riteniamo infatti che non ci siano le condizioni politiche per arrivare all’approvazione del Piano Strutturale, strumento che deve seguire un iter di approvazione caratterizzato, tra l’altro, dalla condivisione tra forze politiche e società civile".

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Aletheia Centro studi: sospendere qualsiasi determinazione

In mezzo alla ridda di voci che da più parti si leva sul Piano strutturale comunale e sulla sua presunta prossima approvazione da parte dei Commissari prefettizi, ci sembra opportuno provare ad aggiungere alcune note di chiarimento. Preliminarmente, riteniamo che sia un tema da affrontare evitando il perpetrarsi di posizioni precostituite o di interessi mai sopiti o, peggio ancora, dalla superficialità della sua prossima scadenza ma, invece, riteniamo che una riflessione circa il proseguimento di un iter iniziato nel lontano 2009 sia indispensabile.
E’ proprio la data di avvio che deve far riflettere! Ci poniamo i seguenti interrogativi: quante cose sono cambiate dalla data di approvazione (7 luglio 2010) del documento preliminare del Psc? Come la crisi ha inciso, nel frattempo, in scelte e valutazioni oramai datate? Risponde oggi il Piano alle mutate esigenze di una città che è stata via via depauperata da ruoli e funzioni e, come leggiamo dai dati SVIMEZ, inserita in un progressivo svuotamento anche numerico dei residenti nel mezzogiorno nella sua componente giovanile? Non vogliamo entrare nel merito dei contenuti dello strumento urbanistico, che è anche il frutto di un passaggio obbligato tra il fallimento dell’urbanistica “impositiva” e l’affermarsi dell’urbanistica “concertata” con gli attori del territorio,ma intendiamo dare un contributo politico partendo da un assunto:i lametini devono riappropriarsi delle scelte di sviluppo del proprio territorio senza bisogno di delegare ad altri le sorti di una città già ripiegata su se stessa.Quindi pensiamo che debba essere la politica locale, che debba essere la prossima amministrazione (priva di qualsivoglia continuità con il recente passato) a gestire un così importante di strumento di sviluppo socio-economico di Lamezia  e del suo comprensorio. Chiediamo, perciò, ai Commissari, già impegnati su mille diversi fronti, di sospendere qualsiasi determinazione in merito al Psc e di consentire a chi sarà in futuro alla guida della città di poter dimostrare che, guidati dalla ricerca del bene comune, si possa consegnare alla città uno strumento degno del valore territoriale che Lamezia Terme merita.

Aletheia Centro studi