Rifondazione comunista logoLamezia Terme, 26 giugno 2018 - "E' di pochi giorni fa l'esultanza, del ministro dell'Interno Salvini e del parlamentare locale del suo partito, per l'operazione condotta dai carabinieri contro cinque rom responsabili  dei ripetuti incendi che hanno provocato i fumi inquinanti che si levavano dal  campo di Scordovillo. Un'indagine quella dei carabinieri che diversamente da ciò che si vuol far credere è iniziata ben prima dell'insediamento del governo penta-leghista e, quindi, non è ascrivibile a nessun intervento dell'attuale esecutivo ma semplicemente all'impegno degli organi competenti, a partire dalla magistratura".

E' quanto dichiara Luciano Rimini esponente di Rifondazione comunista. "Per fortuna – prosegue - siamo ancora un Paese dove i governi non hanno nessun potere di istruire indagini giudiziarie. Non vi è dubbio alcuno, comunque, che l'esito delle indagini avrà degli effetti importanti sulla qualità dell'ambiente e sulla salvaguardia della salute dei cittadini. Noi, in ogni caso, auspichiamo che si prosegua anche in direzione di quei soggetti che pur di evitare i costi dello smaltimento hanno fornito agli indagati i rifiuti non preoccupandosi minimamente, in nome del profitto, della salute dei cittadini e della qualità dell'ambiente.  I mandanti non sono affatto meno colpevoli degli esecutori. Quello che strideva e non poco, nell'esultazione di  questi giorni, è che gli stessi esponenti che hanno elogiato i carabinieri non si sono mai occupati di farlo per le numerose indagini giudiziarie che hanno percorso la regione o quelle che hanno interessato la nostra città e che hanno messo a nudo, al di là degli esiti giudiziari, un quadro politico allarmante che ha prodotto lo scioglimento del Consiglio comunale. Si sono naturalmente guardati bene dal dare un giudizio netto e duro, non potevano fare diversamente, nei confronti di quel grande elettore di Salvini, l'ex sindaco di Reggio Calabria nonché ex presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, oggi in galera per una condanna a quattro anni e sette mesi per falso in atto pubblico". Rimini poi fa riferimento ai guai giudiziari di congiunti del deputato lametino Furgiuele, coordinatore regionale della Lega, a proposito di sequestri di beni e accuse nei confronti del suocero di questi, "oggi in carcere per una condanna a 4 anni e 2 mesi. Vicende inquietanti che vedono coinvolti gli stessi che agitano quotidianamente la tolleranza zero, quelli che addebitano tutti i mali del mondo ai migranti. Quelli che la tolleranza zero non la agitano affatto quando si tratta dei potenti. In un Paese dove, nel mentre si imbandiscono campagne contro poveri e stranieri, grazie alle leggi votate anche da questi signori, si garantisce una sostanziale impunità per le grandi evasioni fiscali, gli scandali economici, i morti sul lavoro, le truffe e le corruzioni. Il pugno di ferro nei confronti dei deboli e l’impunità per i ricchi e per i potenti, questa è l’Italia che vogliono. Ma altrettanto allarmante - conclude Rimini - è il silenzio che si sta consumando in questa regione e in questa città da parte di parlamentari, partiti, associazioni, sia su queste vicende che sulle pesanti inchieste giornalistiche che gettano ombre inquietanti sul voto calabrese alla Lega del ministro dell’Interno Salvini".

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