Ruberto Pasqualino conf 5000Lamezia Terme, 27 maggio 2015 - Conferenza stampa del candidato a sindaco Pasqualino Ruberto in attesa dell'incontro pubblico di questa sera alle 19,30 al teatro comunale Grandinetti. Ruberto, ha illustrato ai giornalisti la sua idea occupazionale in merito alla creazione di 5000 posti di lavoro in cinque anni.

Tutto basato su due grandi linee di intervento: Patto sociale con sindacati, imprenditori e quindi il supporto dell'Ente, e utilizzo dei cosiddetti "project financing" che insieme potrebbero sollevare le sorti economiche di Lamezia Terme. Nello specifico Ruberto a parlato di concretezza al di là del momento lettorale. Stigmatizzando, dunque, ogni strumentalizzazione intorno a questa idea. "Visti i toni della campagna elettorale - ha detto - tutto era possibile, meno che parlare di progettualità e programmi in modo specifico entrando nel merito. Ho promesso di creare le condizioni per generare nuovi posti di lavoro, non di assunzioni al Comune, annuncio che ha un suo senso anche in questo momento di crisi economica. Esistono esempi di approcci che in altri contesti hanno avuto già grandi risultati, noi dobbiamo essere bravi a realizzarli in città, creando un patto sociale–economico per la città, facendo sedere attorno ad un tavolo sindacati, associazioni di categoria, parti attive come successo già con esiti positivi in Emilia Romagna, a Catania, ed in altre realtà. Si punta ad annullare alcune distorsioni del mercato e del lavoro, puntando alla concorrenza reale e leale tra le imprese (lotta alla manodopera in nero, ribassi d'asta eccessivi, etc), rispetto delle normative sulla sicurezza, la creazione di due sportelli per le start up di impresa per meglio partecipare alla richiesta di fondi a vario titolo, un costante monitoraggio con la Prefettura per evitare le infiltrazioni mafiose nelle imprese". A Lamezia ha rimarcato Ruberto "non si è mai parlato di un patto tra la parti, nessun sindaco l'aveva fatto. Si vogliono rompere barriere che prima ad ora non si erano mai affrontate, andando incontro ad esigenze di singole imprese con ricontrattazioni che valgono a livello nazionale in tempi di crisi. Non c'è mai stato un progetto di finanza realmente realizzato". Un'idea, ha evidenziato ancora, mutuata da altre città e regioni. "A Catania si son creati 15.000 posti di lavoro in una città di 294.000 abitanti, con stessa proporzione avuta anche in Emilia Romagna. Il sistema internamente così potrebbe produrre 3.000 posti di lavoro ogni 100.000 cittadini, che per Lamezia vorrebbero dire una grande boccata d'ossigeno che si basa su fattori noti come le vie di comunicazione, la centralità, l'area industriale, con finanziamenti già esistenti. Ne settore edilizia a Lamezia si è perso il 60% di indotto, con migliaia di pratiche pendenti presso gli uffici comunali di urbanistica, mentre in Italia rimane un settore trainante. La proposta è di dare tempi di risposta certi, che non vadano oltre i 90 giorni, per rimettere sul mercato un indotto di 700 dipendenti. Come fase sperimentale si potrebbe ipotizzare di dividere la fase autorizzativa da quella di controllo, con la prima da dare alle associazioni di categoria e la seconda al Comune, con abbattimenti in caso di non opere regolari. Per far ciò servirà un nuovo Psc che abbia regole più chiare di quello attualmente in ambito senza divergenze di interpretazioni tra professionisti, organizzazioni di categoria, amministrazione comunale. Anche nella nostra città dovrà arrivare maggiormente la pratica dei progetti di finanza, partendo dal porto turistico di 600 posti barca; senza escludere un ampliamento a 2000 posti, diventando in futuro il secondo per servizi al di sotto di Napoli, con 200 dipendenti tra operatori diretti e annessi. I tempi sarebbero di 2 anni e mezzo, con un primo anno di fase di avvio ed andare a regime dopo 2 anni. E non si dica che non ci son fondi perché non li si è saputi trovare".