Polizia Volante100Lamezia Terme, 2 luglio 2019 - Provenienti dalla Campania, due soggetti per delinquere si sono recati in trasferta a Lamezia Terme, prendendo di mira delle slot-machine per poi sparire con il loro “bottino”. Ma personale del commissariato della polizia di Stato e dell’Unità di Polizia giudiziaria della Sottosezione autostradale di Lamezia Terme, dopo averli individuati li ha denunciati all’Autorità giudiziaria per il reato di truffa in concorso. La segnalazione è giunta ad un poliziotto della Polstrada: in un esercizio commerciale nei pressi della stazione ferroviaria di Lamezia Terme Nicastro (Lamezia est, ndr) due persone, con fare sospetto, stavano giocando armeggiando alle slot-machine.

Avevano realizzato delle cospicue vincite e, accortisi di essere stati notati dagli astanti nel locale, si erano allontanati a piedi dirigendosi verso il centro, lasciando l’autovettura, una Volkswagen Golf, posteggiata difronte allo stesso locale. Gli agenti della Polstrada giunti tempestivamente sul posto, tramite la targa della Golf risalivano al proprietario, P.F. di 48 anni, pluripregiudicato e condannato per reati specifici e reati in genere. Sospettando che i due soggetti avessero utilizzato metodi truffaldini per svuotare le casse delle slot-machine, dopo aver chiesto la collaborazione del commissariato, bloccavano la Golf facendo posizionare un veicolo per impedirne l’uscita dal parcheggio.Visionate le immagini del circuito di videosorveglianza si rilevavano le connotazioni e l’abbigliamento dei due malfattori ed iniziavano le ricerche per rintracciarli. Dopo circa un’ora giungeva un ragazzo vicino alla Golf, accortosi che era bloccata da altro veicolo, in modo molto agitato si sedeva ad uno dei tavolini all’esterno di un locale di fronte dove era posteggiata la Golf, ed insistentemente telefonava e inviava messaggi per comunicare l’impossibilità di riprendere l’autovettura. Di lì a mezz’ora, ecco avvicinarsi il complice che accortosi della presenza della Polizia si allontanava con passo veloce dal luogo, ma dopo pochi minuti veniva individuato e  bloccato dagli agenti. Al contempo altri agenti identificavano il ragazzo, M.A. appena diciottenne. Entrambi venivano condotti negli Uffici del Commissariato lametino.