Lamezia Terme, 6 luglio 2019 - Fumata nera per l'elezione del segretario cittadino Pd. Non sono bastate cinque ore per eleggere segrerio e presidente. Due i canditai "ufficiali" prima dell'inizio: Gioacchino Tavella e Federico Leone. Lunghe riunione nelle salette di Palazzo Furci ma difficile trovare la "quadra".
Ad un certo punto si era sparsa la "voce" di un accordo con Tavella presidente e Leone segretario. Ma dopo attimi di "consultazioni" fra i corridoi del palazzo, l'incertezza ritornava a farla da padrona. Insomma, un sintonmo chiaro della crisi di un partito che stenta a ritrovarsi. Solo verso le 20,30 il via ai lavori con il tavolo della presidenza formato dal segretario di Federazione Gianluca Cuda insieme a Giovanni Puccio, Francesco Muraca, Tonino Barberio, Michele Drosi, che apriva i lavori di un congresso "chiuso" ancora prima di aprirsi. Tutto rinviato alla prossima settimana mentre dal suo profilo Facebook, la candidata a sindaco Milena Liotta gettava ombre pesanti sulla gestione del partito con una dichiarazione velenosa. "La mia autocandidatura è stata causata dalle decisioni di Cuda e di Puccio di distruggere il Pd di Lamezia e quello che sta accadendo mi conferma che ho avuto ragione. Il Pd modello Puccio e Cuda non mi appartiene così come non appartiene ai tantissimi che hanno deciso di non rinnovare la tessera e soprattutto nulla voglio condividere con questo Pd. Riaffermo che non parteciperò a primarie nelle quali ci sarà un candidato espressione di questo partito. La trasparenza e il rispetto delle regole prima di tutto e no ad un partito guidato da Cuda e da Puccio. Evidentemente la chiarezza non è mai compresa da chi non la pratica". (A.C.)