Lamezia Terme, 29 settembre 2019 - Dopo il ritiro della candidatura di Antonio Sirianni del Pd, Milena Liotta e Francesco Grandinetti, criticano aspramente la nuova situazione venutasi a creare, dichirandosi sconcertati per la decisione comunicata dal segretario cittadino del maggiore partito di centrosinistra.
"Siamo sconcertati dalle dichiarazioni di Sirianni che annuncia un suo ritiro dalle candidature presenti sul tavolo de centrosinistra. Tale incomprensibile decisionese deveessere rispettata, non deve aprire a “nuove scelte di nuovi nomi” della “società civile”, ma a scelte tra quelli già esistenti sul tavolo e cioè tra Grandinetti, Liotta, Piccioni a cui si aggiunge Nicolino Panedigrano. Se così non fosse siamo pronti ad andare da soli per colpa unica del Pd che con giochetti poco seri ha determinato la rottura del tavolo”.
"Lamezia bene comune": non accetteremo nomi che rispondono ad altre logiche
Anche la risposta di "Lamezia bene comune" non è fatta attendere dopo le dichiarazioni del segretrio del Pd, Antonio Sirianni. "Altro che Pd “rigenerato”! Eravamo convinti che Sirianni avesse tutte le carte in regola per fare svoltare il Pd lametino e iniziare un nuovo corso all'insegna del cambiamento e del rinnovamento. Invece le dichiarazioni e i comportamenti di questi giorni riflettono linguaggi, giochi e giochini della peggiore vecchia politica che i cittadini ormai rifiutano con disprezzo. Nessuno di noi nella manifestazione ha mai detto di voler chiudere con la coalizione di centrosinistra, come ha incautamente dichiarato Sirianni sugli organi di informazione. Nessuno di noi ha mai fatto saltare un tavolo che – è doveroso ricordarlo – proprio noi di “Lamezia Bene Comune” abbiamo voluto costruire a partire dal mese di aprile, poi dal mese di agosto, chiedendo al segretario e alla nuova segretaria cittadina di incontrarci prima possibile per avviare insieme un percorso in vista delle scadenze elettorali e infine nell’iniziativa pubblica di due settimane fa in piazza Mazzini. Anche ieri sera abbiamo voluto lanciare un ulteriore segnale di apertura e di ricerca dell’unità fino alla fine, per non riconsegnare la città al centrodestra che ha portato allo scioglimento. Il fatto che Sirianni addossi a noi la responsabilità di aver rotto il tavolo è solo una messa in scena, una tattica da “vecchia politica” per non assumersi le proprie responsabilità. A noi piace parlare ai cittadini il linguaggio della verità e siamo certi che i cittadini perbene conoscono le storie personali di ciascuno, i percorsi fatti e sanno leggere al di là delle manovre e delle tattiche. Già ieri avevamo manifestato la convinzione che la candidatura di Sirianni da parte del Pd fosse solo uno specchietto per le allodole per nascondere ben altri obiettivi. E così è stato. Il fatto che Sirianni si sia prestato a questi giochini del secolo scorso dimostra che, dichiarazioni a parte, la strada per il rinnovamento e l’apertura del Pd lametino è ancora molto lunga. Prima di assumere qualsiasi decisione - conclude la nota - ascolteremo e valuteremo la proposta della società civile del Partito democratico. Purché arrivi nelle prossime ore. Una cosa è certa: non accetteremo nomi che rispondono a logiche e schemi che non ci appartengono e che eventualmente non mancheremo di denunciare in campagna elettorale".