Tribunale Lamezia 45Lamezia Terme, 4 ottobre 2019 - Il Tribunale di Lamezia Terme ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento  disciplinare irrogato nei confronti del dottor Vittorio Cristaudo da  parte dell’Asp  di Catanzaro, condannando quest’ultima all’immediato reintegro sul  posto di lavoro  precedentemente occupato dal medico, nonché al risarcimento di tutti  i danni patiti  dallo stesso.

La vicenda trae origine da un’operazione della Guardia di finanza di Lamezia Terme, finalizzata a debellare il fenomeno dei c.d. “furbetti del cartellino”, allorquando Cristaudo, in orario lavorativo, dopo aver timbrato il badge, venne trovato  nella propria abitazione.Da lì un vero e proprio calvario per Cristaudo il quale, nonostante avesse  documentalmente dimostrato che il suo comportamento non era assolutamente arbitrario  e truffaldino, per come ipotizzato dagli inquirenti, bensì del tutto legittimo e   giustificato, venne dapprima mandato agli arresti domiciliari, per poi subire, per  l’appunto, il licenziamento “in tronco” dal proprio posto di lavoro, senza alcun  preavviso, giusta riforma Madia.  Il Tribunale di Lamezia Terme, all’esito di un giudizio durato oltre 3 anni,  con evidenti ripercussioni negative sullo stato psico-fisico del medico, ha posto la  parola fine ad un atto di eclatante ingiustizia, dichiarando l’illegittimità del  licenziamento operato dall’Asp di Catanzaro e ritenendo, per l’appunto, che la  giustificazione addotta dal dottor Cristaudo in ordine alla sua temporanea assenza  dal posto di lavoro, fosse oltremodo lecita nonché del tutto giustificata.

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