Lamezia Terme, 6 gennaio 2020 - Conferenza stampa nella sede del Movimento Cinquestelle per illustrare il ricorso presentato al Tar in seguito alle "tante anomalie e incongruenze in ben 39 sezioni elettorali" relativamente alle operazioni di scrutinio che hanno riguardato la competizione per le Comunali del 10 e 24 novembre 2019.
All'incontro con i giornalisti, il candidato a sindaco, Silvio Zizza, l'onorevole Pino D'Ippolito e l'avvocato Gaetano Liperoti, per ribadire sostanzialmente che il ricorso al Tar "è nell'interesse della città, non dei consiglieri o dei candidati a sindaco. Ma si tratta di una questione di pubblico interesse per l'affermazione della legalità. Stiamo cercando di capire - ha detto Zizza - cosa sia successo in 39 sezioni, e per capirlo ci stiamo rivolgendo ad un giudice terzo dopo il verbale di 35 pagine da parte del presidente della commissione elettorale. Non è una questione di seggio fine a se stesso, ma che ci venga garantito che ci sia stata una corretta tornata elettorale. Il verdetto noi lo abbiamo accetatto ma vorremo avere un messaggio di legalità da qui a qualche mese in modo chiaro perché è stato un ricorso che avrebbe potuto fare qualsiasi cittadino".
Per D'Ippolito "il ricorso noi lo avremmo fatto anche in caso di nostro ingresso in Consiglio comunale". Il parlamentare poi non ha escluso che "anche nelle altre 40 sezioni non si siano verificate le stesse incongruenze". Ed ha "ringraziato il giudice De Nino per la grande scrupolosità, mentre in passato si risolveva il tutto con generiche annotazioni nei verbali di qualche pagina".
L'avvocato Liperoti ha evidenziato che "le irregolarità non si fermano a semplici correzioni o discrasie, ma totali di preferenze a singoli candidati uomini che supero quelli delle liste, o ricalcoli sui voti del sindaco che differivano, ma anche il numero di schede vidimate e poi effettivamente scrutinate". In due sezioni, la 10 e la 61 "i verbali non erano presenti nei plichi". Il legale ha spiegato che l'obiettivo è "far tornare la città al voto, e in subordine il riconteggio delle schede o rivotare solo nelle sezioni incriminate. Ma è una scelta che dovranno fare evidentemente i giudici del Tar. Alla conferenza, erano presenti anche Rosario Piccioni e per Eugenio Guarascio, il giornalista Antonio Cannone.
Piccioni dopo il plauso per l'iniziativa ha dichiarato di essere intenzionato a fare richiesta per accedere agli atti in merito alla sostituzione di molti presidenti di seggio (forse 20, 30). Presidenti che hanno "rinunciato poco prima della costituzione del seggio, con nomine arrivate all'ultimo minuto direttamente dalla commissione elettorale comunale, anmciHè dalla Corte d'appello. Anche qui vanno chiariti modi e tempi, per evitare dubbi sulle ingerenze politiche".
A nome di Guarascio, Cannone ha messo in risalto il tema importante della legalità in una città che ha visto eleggere un sindaco "solo con il 20 per cento dei consensi". Un altro aspetto "significaticìvo" da stigmatizzare è "la mancata attenzione dello Stato nella fase elettorale post scioglimento". Quindi, l'appello "a tutte le forze sane della città a non sottovalutare questo momento che attraversa Lamezia".