Lamezia Terme, 19 febbraio 2020 - Da uno studio idro-geochimico di area vasta che l’Arpacal, per conto del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, ha svolto nella Piana di Lamezia, e più in particolare nella zona industriale della città, è emersa la presenza di valori anomali di alcune sostanze - tra cui arsenico, ferro e manganese - riscontrate nella porzione di acquifero alluvionale e costiero di quell’area.
Lo studio ha permesso, altresì, di determinare che le cause di tale anomalia siano naturali e non antropiche, e quindi non determinate dall’azione dell’uomo.Questa anomalia “naturale”, però, deve essere scientificamente codificata, per permettere a coloro che procedono alla bonifica su aree ricadenti nel territorio indagato, in cui la stessa Arpacal è coinvolta istituzionalmente, di conoscere quello che tecnicamente viene definito valore di fondo naturale (Vfn).Per giungere a questo risultato, il primo per quell’area territoriale di Lamezia, l’Arpacal ha affrontato lo studio dei valori di fondo naturale (Vfn) per i parametri Arsenico, Ferro e Manganese riscontrati nella porzione di acquifero alluvionale e costiero della Zona industriale (ex Sir) della Piana di Lamezia Terme. Si tratta di sostanze, soprattutto per Ferro e Manganese, che possono presentare elevati tenori data la loro presenza ubiquitaria nei sedimenti e che, nella specifica area della Piana indagata, appaiono congruenti con una probabile origine naturale.Lo studio è stato eseguito dal Centro coordinamento regionale controlli ambientali e Rischi dell’Arpacal, diretto da Clemente Migliorino, con il supporto del funzionario tecnico Ivan Meringolo.Per la stima del Valori di Fondo sono stati utilizzati i dati provenienti dallo “Studio dei valori anomali di concentrazione degli inquinanti riscontrati nelle acque di falda della zona industriale di Lamezia Terme” redatto da Enzo Cuiuli e Alessandra Costabile, sotto il coordinamento di Orsola Reillo e Clemente Migliorino. Tutte le attività analitiche sulle acque sotterranee sono state effettuate dal Laboratorio Chimico del Dipartimento Provinciale Arpacal di Catanzaro, diretto da Domenica Ventrice.Lo studio è stato presentato nell’ambito dei lavori di un apposito Tavolo Tecnico, istituito dal Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria e che vede coinvolti, oltre allo stesso Dipartimento Regionale, l’Unical e l’Arpacal.Le elaborazioni sono consistite nello studio statistico e geostatistico dei dati di ciascuna sostanza, al fine di giungere alla definizione dei Valori di Fondo Naturale (VFN) ed all’analisi spaziale di As, Fe e Mn (Arsenico, Ferro e Manganese , ndr) nell’area di interesse, coerentemente con le caratteristiche idrogeologiche ed geochimiche definite nel suddetto “Studio dei valori anomali” e per il quale, il presente documento di stima dei VFN, costituisce il proseguimento del percorso di studio. Lo studio dei VFN – pubblicato oggi sul sito web dell’Arpacal – rappresenta un importante riferimento tecnico per tutte le procedure di bonifica ricadenti nel territorio indagato, in cui la stessa Arpacal è coinvolta istituzionalmente. “L’alto livello di professionalità dei nostri tecnici e dei prodotti che realizziamo – ha dichiarato il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra – confermano come il territorio possa ricevere dalla nostra Agenzia il giusto supporto tecnico-scientifico che la stessa legislazione di settore ci affida; il tutto nel solco di quanto il sistema nazionale della protezione ambientale, di cui Arpacal è parte integrante, sta tracciando a livello nazionale".