Lamezia Terme, 25 febbraio 2020 - "Se non ci fosse da allarmarsi, perché stiamo parlando di questioni “vitali” per la nostra città, qualcuno potrebbe pensare che si tratti di uno scherzo di Carnevale di cattivo gusto. Lamezia è ormai sotto "tutela" di Catanzaro? Il sindaco di Catanzaro è diventato “ad interim” sindaco di Lamezia? Sergio Abramo è stato nominato, da chi non è dato sapere, “tutore speciale” e “protettore" della nostra città?".
Così, Rosario Piccioni comsigliere comunale di Lamezia bene comune. "Viene da domandarselo dopo che ieri tutta la città ha appreso non da un comunicato ufficiale dell’amministrazione comunale ma da una dichiarazione del sindaco di Catanzaro un fatto estremamente delicato: la bocciatura da parte del collegio dei revisori dei conti del piano del fabbisogno di personale predisposto dall’amministrazione Mascaro. Ad Abramo è stato chiesto espressamente da qualcuno di esporsi su una questione di stretta pertinenza del Comune di Lamezia o è stata una sua libera iniziativa nata dal suo “grande amore per la città”? Quello stesso amore che poche settimane fa lo ha portato a scrivere al governo per la realizzazione di una nuova linea ferroviaria tra Settingiano e l’aeroporto di Lamezia, coinvolgendo tanti sindaci e non quello di Lamezia? Oppure lo stesso “amore per la città” dell’aiuto che avrebbe dovuto dare al nostro Comune per l’Agenda urbana, di cui non abbiamo ancora avuto riscontro alcuno? O ancora l'amore dimostrato sulla vicenda del Parco di Savutano, su cui stiamo assistendo da anni ad annunci e passerelle senza alcun fatto concreto? O ancora l'annuncio in pompa magna della pseudo inaugurazione dello stadio Carlei che ai più è sembrata una gag di "Oggi le comiche"? Siamo davvero al paradosso! Noi consiglieri comunali dobbiamo apprendere dalla stampa e per di più dalle dichiarazioni del sindaco di Catanzaro la bocciatura del piano del fabbisogno del personale. A chi dovremmo presentare ora un’interrogazione per sapere cosa sta succedendo? Al sindaco di Catanzaro o al sindaco di Lamezia? Farò subito istanza di accesso agli atti per conoscere il parere integrale dei revisori e fare le opportune valutazioni nel merito. Approfondiremo in maniera responsabile ciò che hanno scritto i revisori e, se dovessero essere confermate, le eventuali responsabilità dei commissari. Ma il dato politico resta grottesco. Possibile che questa amministrazione sia così sprovveduta politicamente da non avere neppure un consigliere di maggioranza o un parlamentare disposto a sollevare una questione così importante? Il sindaco Abramo entra a gamba tesa in una vicenda che riguarda il Comune di Lamezia. E sottolineiamo: non per dare un contributo costruttivo, cosa che sarebbe apprezzata, ma per utilizzare la vicenda strumentalmente e fare propaganda. Un messaggio politico per noi resta fondamentale e su questo chiediamo al sindaco Mascaro una ferma presa di posizione: Lamezia non ha bisogno di “tutori” o di “protettori” di Catanzaro".
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La dichiarazione di Abramo
“Il parere sfavorevole che i revisori dei Conti hanno espresso nei confronti del Piano triennale del fabbisogno del Comune di Lamezia Terme è l’ennesima dimostrazione degli effetti disastrosi che i commissariamenti hanno sugli enti local. Va infatti sottolineato che la bocciatura del Piano licenziato dalla giunta Mascaro sia stata causata, e questo lo dicono gli stessi revisori, dalla mancata approvazione del Bilancio consolidato entro il 30 settembre dell’anno scorso, quando cioé nel Municipio lametino era ancora insediata la commissione prefettizia. Circostanza, questa, che rafforza la mia idea, comprovata dai fatti, che il commissariamento di un Comune sia sempre da evitare per tutti gli effetti negativi che può produrre su un’amministrazione pubblica e, di conseguenza, sui servizi erogati ai cittadini.Per Lamezia e i lametini, a questo punto, si può dire che oltre il danno ci sia stata anche una brutta beffa finale, assolutamente difficile da digerire, che riguarda l’impossibilità di procedere con un atto importante come il Piano del Fabbisogno, tanto più necessario per un ente depotenziato dai numerosi pensionamenti di “quota 100”. Il paradosso è evidente: i commissari che avrebbero dovuto risolvere i problemi li hanno soltanto procrastinati nel tempo. La situazione che si è creata è ancora più spiacevole perché colpisce una città che da poco è tornata ad avere un organismo politico legittimamente eletto e che ha appena avviato il suo percorso di rilancio sono sicuro che il sindaco Mascaro, con le competenze e le capacità che ha dimostrato più di una volta, e che sta mettendo in campo anche adesso nonostante possa contare su appena due dirigenti, saprà rispondere ai rilievi mossi dai revisori dei Conti superando l’impasse e procedere, così, al nuovo varo del Piano del Fabbisogno”. Anche perché, ad oggi, del nuovo piano approvato dalla giunta Mascaro non vi è traccia online.
Sergio Abramo