Chiesa del Carmine 2Lamezia Terme, 10 marzo 2020 - “In questo tempo in cui siamo limitati nell’incontrarci, costretti a cambiare le nostre abitudini lasciamo più spazio all’interiorità e concentriamoci sulla lettura della Parola. Lasciamoci condurre docili dalle mani del Signore, come i discepoli, che lo seguirono non perché erano bravi, ma perché erano discepoli. Questa può essere l’occasione per ritrovarci con Lui ‘nel segreto’: avremo l’opportunità di pregare. Noi speriamo di poter continuare a dire messa, ma il virus si allarga a macchia d’olio, e sono qui per pregare con voi che il Signore allontani questa piaga non solo da noi e dalla nostra persona, ma da tutti, nessuno escluso.  È il momento di una corresponsabilità nella quale la Chiesa porta il suo contributo di preghiera, di speranza e di prossimità. Questa prova deve poter costituire un'occasione per ritrovare una solidarietà che affratella”.

Sono questi alcuni dei passaggi più importanti del caloroso messaggio che il vescovo di Lamezia Terme Giuseppe Schillaci ha rivolto ai fedeli in occasione della tradizionale festività di Sant’Antonio di Marzo. Queste accorate parole del Presule lametino, dettate da un cuore di Padre e Pastore che, vedendo il suo popolo nello smarrimento e nella tristezza, ne condivide la sofferenza e nello stesso tempo cerca di dare e seminare fiducia, coraggio e speranza, hanno interpellato anche i parroci della parrocchia del Carmine di Lamezia Terme don Gigi Iuliano e don Pino Latelli e  il vice don Francesco Bellomo i quali, con sollecitudine, hanno invitato i fedeli a  «vivere questo tempo, segnato dal diffondersi del Coronavirus, impegnandosi a trovare in famiglia, piccola chiesa domestica, alcuni momenti di ascolto della Parola, di preghiera e di solidarietà soprattutto verso gli anziani e gli ammalati. Il momento è certamente grave – aggiungono i parroci -  ma non per questo bisogna cadere nella trappola della disperazione o della paura, che paralizzano soprattutto la ragione. E’ necessario alimentare la speranza che, unita alla potenza delle fede, ci spinge ad affrontare il buio di questi momenti alla luce del mistero pasquale, mistero di dolore e di morte ma soprattutto mistero di risurrezione». A tal proposito i parroci e i fedeli hanno accolto l’invito del vescovo di Lamezia Terme Giuseppe Schillaci a vivere mercoledì 11 marzo una giornata di digiuno e di preghiera per chiedere l’aiuto del Signore. Si pregherà anche per i contagiati, il personale sanitario, per gli anziani che vivono nelle case di riposo e per le nostre comunità perché la quaresima porti a una conversione del cuore e riscoprire il tesoro dell’Eucarestia e della Chiesa come popolo di Dio. I sacerdoti, visto che sono sospese le celebrazioni liturgiche, hanno sollecitato i parrocchiani a seguire la santa messa, possibilmente quotidiana, in televisione. I parroci ricordano altresì ai fedeli che l’Eucarestia, anche senza la partecipazione del popolo, è e rimane sempre la fonte e il culmine del culto pubblico del Corpo Mistico di Cristo. La santa messa sarà celebrata dai parroci quotidianamente, a porte chiuse, nell’ora solita e annunciata dal suono delle campane. I fedeli si uniranno ad essa col raccoglimento, con la comunione spirituale e con la preghiera perché si ponga fine a questa epidemia e si possa uscire dalle sabbie mobili della paura e dell’incertezza.  Di particolare importanza l’invito che i sacerdoti hanno fatto alla comunità di ritrovarsi a vivere insieme un momento speciale di preghiera da rivolgere alla Beata Vergine del Carmine: alle ore 17.00 di ogni giorno, contemporaneamente, le famiglie, ognuna nella sua casa, reciteranno il santo rosario. Alla Vergine i sacerdoti e e i fedeli affideranno, in questo momento di prova e di dolore, le speranze del mondo intero.