Cristiano e Tramonte targa 20Lamezia Terme, 24 maggio 2020 - Commemorazione all'alba dei due netturbini uccisi il 24 maggio del 1991. Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, vittime innocenti di intrecci mafiosi e politici, vennero uccisi 29 anni fa nel quartiere Miraglia e, ad oggi, ancora non c'è nessun colpevole con i familiari che invocano giustizia e la riapertura del caso.

Oggi è stata deposta una corona di fiori e piantati due limoni. Presenti, oltre ai familiari, il sindaco Mascaro, don Figliuzzi e il testimone di giustizia, Mangiardi. Rappresentanti del Coordinamento provinciale di Libera e l'onorevole, Pino D'Ippolito di Cinquestelle. "La magistratura - ha detto il parlamentare - deve guardare dentro di sé, affinché si affermi la verità e la giustizia sull’omicidio, da parte della ’ndrangheta, di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, del tutto estranei ad ogni affiliazione criminale. Ieri - ha aggiunto - abbiamo ricordato la strage di Capaci del 1992, in cui per mano della mafia e di pezzi deviati dello Stato persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Oggi abbiamo ricordato l’uccisione, avvenuta nell’anno precedente, di Cristiano e Tramonte, altro caso che ci impone di pretendere verità e giustizia, impedite da silenzi, omissioni e opacità inaccettabili, che rappresentano una grave ferita al cuore dello Stato. Compito di noi politici - sottolinea il deputato del Movimento 5 Stelle - è andare fino in fondo perché si faccia luce su queste vicende e si individuino tutti i colpevoli. Dunque la battaglia continua. Essa deve coinvolgere tutti gli eletti, a prescindere dalle bandiere di partito. Nel merito - conclude D’Ippolito - ho già interessato la commissione parlamentare Antimafia, la sola che, dotata degli stessi poteri della magistratura, può accertare i fatti e le responsabilità, così restituendo credibilità alle istituzioni e fiducia ai cittadini".