Masi GennarinoLamezia Terme, 20 giugno 2020 - Il presidente della Fondazione Terina, Gennarino Masi (nella foto) ha scritto uan lettera alla Abramo Customer Care spa e ai sindacati avente oggetto, la Disdetta del contratto di sub comodato immobile destinato a call center.

Solo da una nota stampa - scrive Masi - apprendo che in un incontro tra la società Abramo Customer Care e le organizzazioni sindacali in indirizzo sarebbe stata esaminata  l’ipotesi di rinviare dal 30 giugno al 31 luglio di quest’anno il rilascio alla Fondazione da me presieduta dell’immobile sito nell’area ex Sir, in cui la stessa Abramo Custome Care ha finora svolto la sua attività di call center.

La notizia di cui sopra è infarcita da una serie di inesattezze nella descrizione del rapporto instaurato inizialmente tra la Fondazione e la società Lssi Italia (in seguito trasformatasi in Infocontact) e poi, dal luglio 2015, proseguito con la subentrante Abramo Customer Care. Innanzitutto tra la Fondazione e la Lssi Italia-Infocontact (e, poi, la Abramo Customer Care) non è mai intercorso un contratto di locazione, bensì solo di sub comodato d’uso gratuito con l’ovvio obbligo del comodatario di rimborsare le quote di spese di manutenzione e servizi generali gravanti sulla porzione di immobile concesso in comodato". 

"La Abramo Customer Care, inoltre - scrive ancora Masi - dopo il suo subentro ad Infocontact ha chiesto ed ottenuto a partire dal 1 gennaio 2016 una rimodulazione del rimborso delle spese dimanutenzione e servizi generali per oltre € 46.000,00 annue (da € 196.101,00 ad euro 150.000,00). La Abramo Customer Care, infine, non può far ricondurre la fase di difficoltà economica, che a suo stesso dire attraversa, all’impegno economico per il rimborso delle anzidette spese di manutenzione e servizi generali, in quanto il loro pagamento non è  stato di sicuro il suo primo pensiero. La stessa Abramo Customer Care, peraltro, più di sei mesi fa ha inviato alla Fondazione lettera di recesso del contratto a decorrere dal 30 giugno 2020, impegnandosi a lasciare libero l’immobile da persone e cose entro e non oltre quella data. L’impegno al suo rilascio è stato ribadito dai suoi rappresentanti che si sono recati nella sede della Fondazione per un colloquio con me, teso soltanto a chiedere un’ulteriore rimodulazione degli arretrati di rimborso delle spese di manutenzione e servizi generali.

La notizia di uno slittamento del rilascio dell’immobile, se fosse vera, non sarebbe quindi assolutamente praticabile, in quanto la Fondazione non ha ormai più interesse alla prosecuzione del rapporto con la Abramo Customer Care in quell’immobile, sebbene è disponibile a valutare lo spostamento in altri e più piccoli immobili per come hanno sempre chiesto e suggerito le organizzazioni sindacali, trovando finora sempre un netto rifiuto da parte dell’Abramo Customer Care, che ha sempre accampato la necessità di bilancio di un risparmio economico, trasferendo l’attività di call center in altra  località ein immobili di proprietà sua o del gruppo. Come è ormai noto attraverso la stampa, in questi giorni la Fondazione ha offerto gli stessi locali al ministero di Giustizia per allocarvi l’aula bunker necessaria al  processo denominato Scott Rinascita.

La Fondazione si augura, quindi, che questa notizia di un ipotizzato, ma nonautorizzato e non più possibile, rinvio del rilascio dell’immobile al 31 luglio, non sia fondata, e ciò anche per evitare che, per la tempistica con cui è stata veicolata alla  stampa, possa suonare, ai tanti maliziosi che si sono già espressi sull’argomento, come un tentativo di boicottaggio alle trattative in corso con il ministero della Giustizia, che  ha effettuato un approfondito sopralluogo sull’immobile. In ogni caso, vi chiedo di smentirla sollecitamente e di assicurare che il call center (ormai già in stato avanzato di smobilizzo, tanto da essere persino privo di fotocopiatori) sarà comunque trasferito in altri locali (eventualmente anche in alcuni più piccoli che  la Fondazione è ben lieta di offrire persino temporaneamente), dando così prova che non vi è da parte vostra alcuna intenzione di far saltare le trattative in corso con il ministero di Giustizia. Chiedo, infine, all’Abramo Customer Care di garantire che rilascerà l’immobilenel termine del 30 giugno che ha essa stessa indicato e che va ora rigorosamente rispettato per non provocare alla Fondazione gravi danni da risarcire".

Guarascio: processo Rinascita Scott in area ex Sir ha grande valore simbolico

"Mi auguro che la proposta di celebrare il processo generato dall'inchiesta Rinascita Scott nell'area ex Sir di Lamezia Terme venga accolta e trovi realizzazione". È quanto  afferma Eugenio Guarascio, consigliere comunale di Lamezia."Dopo la chiusura delle indagini da parte della procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, siamo alle soglie della celebrazione di uno dei più importanti procedimenti giudiziari nella storia della lotta alla 'ndrangheta in Calabria e vi sono diversi ragioni a deporre a favore della soluzione ex Sir: di carattere logistico - dal momento che l'area è già attrezzata e si trova in una zona centrale della Calabria - sia per sul piano del contenimento dei costi e del risparmio pubblico. Segnerebbe un presidio forte dello Stato in una zona della Calabria che purtroppo esprime non solo tante potenzialità ma anche una potente presenza criminale. Svolgere il processo a Lamezia, dunque, ha non in ultimo un valore simbolico, di riscossa morale e di affermazione dei principi legalitari contro i soprusi e le prevaricazioni delle mafie".