Aeroporto Lamezia Sacal ufficiLamezia Terme, 30 luglio 2020 - "La storia è quella triste di una città e del suo sindaco che, anche in presenza di tutti gli elementi a suo favore, in termini di forza negoziale, non riesce ad imporsi, a far sentire la sua voce e non riesce neanche a far percepire la sua presenza. La storia è quella dell’aeroporto di Lamezia Terme, la città che, insieme ai soci privati lametini, detiene la maggioranza relativa della Sacal, toccando quasi il 40% delle quote societarie e ciò nonostante viene trattata come se fosse il solito ospite indesiderato".

Così, una nota del Partito democratico di Lamezia."La storia - prosegue - è quella del sindaco Mascaro, sempre più ripiegato su se stesso e sulla sua fallimentare idea di uomo solo al comando, che, neanche questa volta, è riuscito ad incidere sull’individuazione del neo eletto presidente della Sacal, perdendo per l’ennesima volta l’occasione di valorizzare (o almeno tentare) le grandi risorse interne alla città soccombendo anche nell’intento di inserire nel Cda della Sacal l’imprenditore di sua fiducia che aveva già da tempo ampiamente individuato.

Ma non solo ha dovuto subire la scelta di un Presidente calato dall’alto, di cui non sapeva nulla e che non conosceva nemmeno, ha dovuto anche mollare di fronte al diktat del suo amico Abramo che gli ha imposto il presidente della Camera di Commercio obbligando quindi il socio Comune a nominare una donna nel rispetto della quota rosa prevista dalla legge.Invero anche la nomina effettuata è un poco particolare e vagamente contraddittoria in quanto la Dott.ssa Milone, sicuramente un’ottima persona ed una brillante imprenditrice, ha espresso posizioni diametralmente opposte a quelle del Sindaco e della sua amministrazione su importanti questioni che interessano la citta e che sono nell’agenda comunale proprio in questi giorni, pensiamo per esempio all’ampliamento della discarica! Come cittadini di Lamezia, prima ancora che gruppo politico impegnato per tutelare gli interessi della città, ci chiediamo in che modo il sindaco stia lavorando per Lamezia, come si stia relazionando con le altre forze politiche che, ad oggi, sembrano essere assai più incidenti, snobbandolo in maniera evidente ed escludendolo dai tavoli dell’interlocuzione politica.

Come spiegarsi in altro modo l’incontro Santelli/Sofo e Minasi avvenuto in maniera vagamente coincidente proprio prima della nomina del presidente super manager? Come spiegarsi poi l’aumento dello stipendio da parte del neo eletto presidente della Sacal che da 100.000 € annui è passato a 240.000€ annui senza la previsione di un risultato aziendale in termini positivi, senza la previsione di una gradualità rispetto ad obbiettivi da raggiungere negli anni, con il prossimo bilancio in negativo per via dell’incidenza del Covid 19 ed a fronte di un esercito di stagionali che da anni stanno lottando  ed attendendo di essere stabilizzati e che ancora sono costretti a subire la gogna della precarietà senza poter godere di diritti fondamentali come la Cassa integrazione e senza alcuna prospettiva di stabilizzazione se non quello di sperare nell’ amico dell’amico dell’amico? E chi è l’amico di Lamezia? Non dovrebbe forse il Sindaco alzare un muro d’indignazione a difesa dei suoi concittadini, che non vedono riconosciuti i propri diritti fondamentali, come quello ad un lavoro dignitoso e stabile? Non dovrebbe forse il Sindaco ribellarsi a decisioni calate dall’alto che non tengono in nessun modo conto del territorio e che ancora una volta mortificano Lamezia e le sue legittime aspirazioni?Chiediamo con forza che il Sindaco (sempre che glielo dicano) dia conto alla città; di come verranno gestiti i tre aeroporti calabresi e di come, in particolare, verrà tutelato il nostro che rientra tra quelli di interesse nazionale. 

Chiediamo al sindaco, per l’ennesima volta, conto su che fine ha fatto il progetto sulla nuova aerostazione. Sappiamo perfettamente che il grande progetto europeo è stato definanziato,  ma lui continua a negare la verità e le sue disastrose conseguenze per la comunità lametina. La fase dormiente è finita, non c’è più una solo voce a raccontare, urlando al complotto senza contradditorio, come vanno le cose in città, come è stato per lo scioglimento, ora è arrivato il tempo della verità sindaco! La città - conclue la nota del Pd - ha il diritto di conoscere i suoi fallimenti, ha diritto di sapere che non ha la forza per difenderla sui tavoli che contano pur essendo della sua stessa parte politica, ha diritto alle risposte che determineranno il futuro dei nostri concittadini e dei nostri giovani, ha diritto ad un sindaco dei fatti e non delle parole gridate a squarciagola per le strade di una città che è sempre più povera e deserta da ogni punto di vista la si voglia guardare!".