Crapis GiandomenicoLamezia Terme, 22 settembre 2014 - "La vicenda della Fondazione Terina è l’ennesima replica di un antico copione: un copione di ordinaria malapolitica sceneggiato numerose volte. In un racconto che ieri si chiamava Fondazione Campanella, oggi Terina, domani chissà come".

Così, in una nota Giandomenico Crapis consigliere comunale di Sel. "Il guaio - prosegue - è che a pagare sono giovani e meno giovani  cui si è fatto balenare l’idea di un posto di lavoro pararegionale, sicuro e garantito. Un dispositivo utile dopo la scomparsa delle mega-infornate di assunti che ingrossavano una burocrazia svogliata ma garante di consensi elettorali, e che, a destra come a sinistra, ha concretizzato quelle fabbriche delle illusioni e della precarietà che la Corte dei Conti ha definito "enti-bancomat costosi e inutili spesso sottratti a ogni controllo, gestiti per lo più da politici in panchina del tutto privi di competenze specifiche".Poiché la  verità, cruda, è purtroppo questa, nonostante le lacrime di circostanza di qualche politico che reclama misure per scongiurare il dramma della perdita di 40 posti di lavoro. E’ certo che bisogna trovare adesso, a frittata fatta, una qualche via d’uscita. E’ certo che i 40 che rischiano di perdere il lavoro alla Fondazione Terina, e che non sono pagati da mesi, debbono avere risposte. Ma è certo anche che c’è chi ha, eccome, in questi anni scherzato col fuoco. Se occorre dunque provvedere a trovare delle soluzioni, noi però qualche domanda la facciamo:1) quanti erano i dipendenti della Fondazione all’atto della sua nascita, quanti ne erano stati  previsti? 2) con quali metodi sono stati scelti/assunti fino ad arrivare ai quaranta odierni e in base a quale piano di sviluppo? 3) le scelte sono state funzionali alla ‘mission’ della Fondazione, nata come ente di ricerca, ed hanno avuto tutte le qualifiche occorrenti, oppure no? 4) le assunzioni sono state fatte tramite una selezione seria, indipendente e documentata, o tramite conoscenza personale o altro tipo di selezione discrezionale magari per titoli autocertificati? 5) infine quante sono le posizioni contrattuali a tempo indeterminato e quante quelle precarie, se ci sono?  Vorremmo risposte esaurienti possibilmente con la pubblicizzazione dei documenti che le comprovino. E vorremmo sapere cosa è successo non solo per la necessaria chiarezza, ma proprio per trovare una soluzione che non sia un pannicello caldo che si scioglie all'ennesima stretta economica".