Ospedale Lamezia LTNLamezia Terme, 14 settembre 2020 - "La riduzione di funzioni e attività del Servizio Trasfusionale del nostro ospedale e le conseguenti gravi ricadute sull’assistenza ordinaria e sull’emergenza-urgenza sono tornate prepotentemente alla ribalta.

Ma è bene che nessuno di quelli che si sono appena svegliati dal letargo dimentichi da dove e da chi tutto è iniziato e come, nonostante da circa dieci anni le nostre associazioni abbiano provato periodicamente a martellare la politica ed i vari Commissari al Piano di rientro sanitario contro un esito ampiamente previsto e programmato, certe decisioni in danno del nostro nosocomio siano state pervicacemente e scientemente portate avanti.

Non possiamo che apprezzare l’intervento del consigliere regionale Francesco Pitaro contro la riduzione a 6 ore giornaliere della piena funzionalità del nostro Servizio trasfusionale, ma gli chiediamo di fare un passo in più.Quest’esito è stato pensato ed avviato quando si è deciso e programmato di collocare al Pugliese, perché “baricentrico”, il Servizio unico di analisi diagnostiche del sangue donato. Peraltro questo consentiva anche di avviare il bel business del trasporto su e giù per la Calabria del sangue raccolto dai donatori e poi del sangue lavorato verso i vari presidi ospedalieri.

Si arriva così al DPGR n. 58 del 26.06.2014 emanato da Scopelliti, che introduce la riduzione a sei ore dell’attività del nostro servizio trasfusionale e che porta anche la firma tecnica della dottoressa Liliana Rizzo, la quale guarda caso è poi diventata ed è responsabile del Centro Regionale Sangue.Ecco, allora, cosa chiediamo al Consigliere Pitaro. Innanzitutto di farsi promotore in Consiglio Regionale di una urgente proposta di revisione delle disposizioni del DPGR n. 58/2014. Di chiedere alla dottoressa Rizzo spiegazioni sul perché quando controfirmò quel DPGR non tenne conto delle pericolose conseguenze che il ridimensionamento di funzioni dei Servizi Trasfusionali di Lamezia e di altri nosocomi avrebbe potuto provocare, come è successo con la morte di una paziente a Castrovillari. 

Di farsi spiegare dalla stessa dottoressa Rizzo perché si è proceduto a questo ridimensionamento di funzioni senza predisporre ed approvare il basilare ed indispensabile sistema di trasporto delle unità di sangue e perché tuttora il trasporto avviene senza che sia stata indetta una doverosa gara, come peraltro segnalato e sollecitato anche da parte dei tavoli ministeriali. Infine di farsi fornire e confrontare tra loro le piante organiche attuali del servizio trasfusionale di Catanzaro e di quello di Lamezia, nonché l’ammontare delle risorse economiche che dal 2015 ad ora sono state impegnate e continuano ad essere spese nei rispettivi servizi trasfusionali e quindi nei rispettivi territori. Follow the money dicono gli inglesi".

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COMITATO MALATI CRONICI